Politica
Ragusa, Buscemi (ControCorrente): "Volontari pagati 4 euro l'ora, ma la Giunta si era raddoppiata lo stipendio"
L'analisi del consigliere comunale sul caso del giorno e la necessità di ulteriori chiarimenti
Il consigliere comunale di Ragusa Saverio Buscemi, esponente del movimento ControCorrente fondato dall’onorevole Ismaele La Vardera, candidato alla presidenza della Regione, interviene sulla vicenda emersa in questi giorni relativa al sistema dei cosiddetti “volontari” impiegati dal Comune, definendola “una questione non più solo politica, ma giuridica, amministrativa ed etica”.
Buscemi prende le mosse dalle dichiarazioni del sindaco riportate dalla stampa, secondo cui “il volontariato non è un'alternativa al lavoro regolare e non può essere confuso con rapporti di lavoro non regolari”. Parole che giudica “condivisibili e corrette”, ma che, puntualizza, “non trovano riscontro in ciò che emerge dagli atti del Comune”.
Stando alla documentazione sui progetti di volontariato, osserva il consigliere, risulterebbero “oltre tremila ore di attività”, con persone impegnate per “120, 130 fino a 170 ore mensili”, turni strutturati per aprire e chiudere impianti, presenza nei weekend e nei festivi, attività di manutenzione, pulizia e servizi continuativi in biblioteche, musei e impianti sportivi. Un contesto che, a suo dire, “non ha nulla a che vedere con il volontariato, ma somiglia a una vera e propria organizzazione del lavoro”.
Parametrando le ore ai rimborsi, Buscemi rileva che “si arriva a compensi di fatto pari a 4 euro l'ora”. E denuncia: “Il volontariato vero è spontaneo e occasionale, non prevede turni, obblighi, divieti e regolamenti che parlano di orari lavorativi, divieto di usare il cellulare, di consumare cibi o bevande”. Qui parliamo di persone che hanno bisogno di lavorare e che, pur di portare “un pezzo di pane a casa”, accettano condizioni che “non possono essere definite volontariato”.
Il consigliere contesta inoltre la validazione dei giustificativi di spesa per ottenere i rimborsi: “È inaccettabile che siano stati validati scontrini per prodotti come lievito, candeggina, bagnoschiuma o detergenti”. Chi ha autorizzato queste spese si assume una responsabilità seria.
Il tema viene poi agganciato al piano della coerenza politica: “Mentre si risparmia sulla dignità delle persone, questa amministrazione – nei primi mesi del mandato – ha aumentato fino a raddoppiare le proprie indennità. Una scelta legittima, certo, ma non opportuna se poi si alimenta un modello che dà l'idea di comprimere i diritti di chi è in difficoltà”.
In chiusura, Buscemi si rivolge direttamente all’assessore Digrandi, che aveva dichiarato la disponibilità a dimettersi in caso di errore: “Non si dimetta da solo. Se davvero questo sistema è andato avanti per mesi, anni o addirittura decenni, come sostenuto dal presidente del Consiglio, allora la responsabilità è politica e collettiva. Su temi come la dignità del lavoro non si scherza. E la dignità del lavoro non può essere contabilizzata a 4 euro l'ora”.