il retroscena
«La Sanità usata per fare politica». Ora Fratelli d'Italia e Autonomisti vanno all’attacco di Schifani
Alleati in pressing dopo il caso Iacolino. E c’è già chi parla di elezioni anticipate
La sanità siciliana è stata utilizzata per fare politica. E le esigenze di salute dei cittadini sono finite sullo sfondo. L’immagine, sconfortante, emerge dalle parole di uno degli alleati più importanti del presidente della Regione Renato Schifani: «Bisogna subito mettere le mani sulla sanità – ha detto infatti il commissario regionale di Fratelli d'Italia, Luca Sbardella – pensando di più ai siciliani e meno ai partiti». Parole inequivocabili che piombano sul terreno già incandescente dell'inchiesta che ha coinvolto il dirigente generale della Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino. Adesso, gli alleati spingono e lo fanno usando toni per nulla distesi.
È sceso in campo, ad esempio, anche il sindaco meloniano di Catania, Enrico Trantino: «In Sicilia – ha scritto sui social - parrebbe che la politica abbia vissuto nella menzogna: non solo quella raccontata, ma quella di cui si è convinto ciascuno che agisce nell’esercizio di una funzione. Perché abbiamo bisogno di credere - o fingere di credere - che non abbiamo colpe e che siamo sempre vittime degli eventi. Non mi interessa – ha aggiunto - la sorte giudiziaria. Mi basta sapere che chi comandava la sanità desse confidenza a uno condannato a nove anni per associazione mafiosa, per favorirne “le esigenze economiche e le prospettive imprenditoriali”». Parole che, dall'universo giudiziario si spostano man mano verso quello della cosa pubblica: «Sarebbe un primo gesto compensativo, da parte della politica, far tornare in corsia i “figli di” imboscati in Assessorato nonostante la penuria di medici in reparto», scrive Trantino, con un chiaro riferimento a Giorgia Iacolino, figlia del dirigente indagato che, aggiunge il sindaco in un secondo momento, «mi dicono che ci sia tornata lo scorso dicembre».
Ma è chiaro che la polemica è ormai tutta politica. E se le parole di Trantino e quelle di Sbardella possono suonare come due (autorevolissimi, nel partito, in realtà) indizi, ecco che il terzo suona come prova di una vera e propria linea del partito: «Per anni Iacolino – ha detto il deputato nazionale Luca Cannata - ha esercitato un potere enorme all’interno della sanità siciliana, senza che venissero adottate adeguate contromisure, pur in presenza di vicende e comportamenti che avevano già sollevato forti perplessità. La sanità siciliana – ha aggiunto - non può più permettersi nomine sbagliate», e lo sguardo va già a quelle della sua provincia, dove si attende la scelta del nuovo commissario manager dell'Asp di Siracusa.
Ma adesso, il rischio è che il caso Iacoolino possa diventare un vero e proprio buco nero, capace di ingoiare la politica siciliana. Al netto infatti delle risultanze investigative sulle quali pare che anche ieri a Palazzo dei Normanni circolasse una certa inquietudine, l'immagine che ha iniziato a girare negli ambienti della maggioranza, è, quella di un palazzo che inizia a cedere un pezzo dopo l'altro. «Dobbiamo deciderci – confida un big del centrodestra – se dobbiamo farci logorare ancora a lungo o se anticipare le elezioni». Un tema, quello delle elezioni anticipate, tirato fuori anche da Ismaele La Vardera, nel corso della conferenza stampa delle opposizioni. Dichiarazioni che hanno ricevuto plateali smentite dallo stesso Sbardella («Scenario irreale») e dall'Mpa di Lombardo, accusato dal deputato di voler fare cadere il governo. Per i lombardiani, La Vardera «si sforza di interpretare il pensiero degli autonomisti e farebbe bene ad interpretare il suo, visto che una ne pensa e cento ne fa. Il coordinamento – si legge nella nota Mpa - ha sollecitato il presidente Schifani ad avviare una radicale opera di risanamento nel governo e nell’apparato burocratico. Egli ha l’autorevolezza per compierla e certo non gli verrà meno il contributo forte ed incondizionato degli autonomisti». Insomma, bisogna intervenire, prima che crolli tutto. «Le elezioni anticipate? Per ora, è fantapolitica», spiega un altro big del centrodestra che poi aggiunge: «Per ora, appunto».