Attualità
Riscossione tributi a Pozzallo, Italia Viva attacca: "Basta propaganda elettorale travestita da tecnicismo"
"Non c'è bisogno di avviare esternalizzazioni del servizio per procedere con la rottamazione"
Si intensifica a Pozzallo il confronto sulla gestione dei tributi e sull’ipotesi di rottamazione delle cartelle, trasformato in un braccio di ferro tra letture giuridiche e scelte politiche.
Italia Viva Pozzallo interviene con decisione, rivendicando il “primato della verità” contro quella che bolla come propaganda elettorale priva di basi normative.
Per suffragare la propria tesi, il partito ha incaricato il dottor Antonio Guastella, professionista con lunga esperienza di revisore dei conti negli enti locali ed ex componente della Commissione Nazionale dei Commercialisti.
Dalla sua analisi emerge che le ricostruzioni circolate in merito alla presunta necessità di esternalizzare la riscossione per poter procedere alla rottamazione sarebbero tecnicamente infondate.
Nucleo della contestazione è l’asserito obbligo di affidarsi a società esterne per avviare la definizione agevolata. Italia Viva precisa che, in base al decreto legislativo 446 del 1997, il Comune di Pozzallo dispone di piena autonomia regolamentare: l’ente, pertanto, può deliberare e gestire internamente la rottamazione tramite i propri uffici, senza ricorrere forzatamente a intermediari privati.
Secondo il partito, l’affidamento a soggetti terzi non costituirebbe un vantaggio, bensì un onere per la collettività. L’esternalizzazione comporterebbe infatti aggi e provvigioni che drenerebbero risorse dalle casse comunali, incidendo sui servizi essenziali.
In gioco anche la “sovranità fiscale”: delegare la riscossione significherebbe rinunciare al controllo su un presidio strategico, assoggettando il rapporto con i contribuenti a logiche mercantili non sempre compatibili con l’equità sociale.
L’attenzione si concentra inoltre sulle prassi operative dei concessionari privati, ritenute potenzialmente più aggressive. Viene segnalato il rischio di procedure invasive, come il pignoramento diretto dei conti correnti, incentivate dalla remunerazione legata all’aggio.
Parallelamente, si solleva il nodo dei residui attivi in un contesto di dissesto. L’ipotesi di valorizzare i crediti sulla base di stime ottimistiche fornite da operatori esterni viene bollata come “azzardo contabile”.
Italia Viva richiama, a tal proposito, gli orientamenti della Corte dei Conti, che in passato ha stigmatizzato il “gonfiamento delle entrate” non supportate da incassi effettivi, giudicandolo una pratica rischiosa per l’equilibrio dei conti pubblici.
Le perplessità tecniche hanno già trovato eco nell’arena politica: nell’ultima seduta del Consiglio comunale, il consigliere Uccio Agosta ha manifestato forti dubbi sulla linea intrapresa, sollecitando l’amministrazione a un approccio più rigoroso e responsabile.
In chiusura, Italia Viva Pozzallo ribadisce che i cittadini hanno diritto a trasparenza e competenza, respingendo quelle che definisce “soluzioni miracolistiche” prive di solido fondamento giuridico. La contesa sulla riscossione resta aperta: il partito promette di vigilare affinché non si imbocchino scorciatoie capaci di tradursi in nuovi squilibri di bilancio o in pignoramenti a tappeto ai danni dei contribuenti pozzallesi.