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Le ragioni del "No", Ragusa Prossima spiega le proprie posizioni

L'invito a votare al referendum in programma il 22 e il 23 marzo

13 Marzo 2026, 12:10

12:11

Le ragioni del "No", Ragusa Prossima spiega le proprie posizioni

I dirigenti di Ragusa Prossima

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Il movimento civico Ragusa Prossima, riunitosi in direttivo, ha esaminato i quesiti del referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo.

I membri si dichiarano "pienamente coinvolti" nel dibattito pubblico e auspicano, come molti cittadini, un sensibile miglioramento della qualità del sistema giudiziario.

A loro avviso, ciò richiede anzitutto il potenziamento degli organici, sia togati sia amministrativi, la piena informatizzazione degli uffici e interventi di semplificazione su un quadro normativo ampio, complesso e spesso ridondante.

Il progetto sottoposto a consultazione, tuttavia, non toccherebbe tali snodi ritenuti cruciali.

Il direttivo esprime inoltre preoccupazione per l’introduzione, nel confronto politico, di temi estranei ai quesiti (immigrazione, diritto di famiglia e dei minori, casi giudiziari controversi), ritenendo che ciò alimenti soltanto confusione nell’opinione pubblica.

Nel rispetto della dialettica interna, il movimento si riconosce nelle ragioni del NO.

Premesso che ogni revisione della Carta richiederebbe un clima di ascolto e reciproco riconoscimento, Ragusa Prossima teme che lo Stato e la democrazia possano uscirne indeboliti, con una dialettica politica ancora più conflittuale e polarizzata, a prescindere dall’esito del voto, con ricadute che non gioverebbero ai cittadini.

Nel merito, le principali obiezioni sono le seguenti:

Modifica del Csm: emergerebbe il tentativo di comprimere l’indipendenza dell’ordine giudiziario, subordinandolo di fatto al potere esecutivo, con il rischio di un ulteriore condizionamento del giudice.

Separazione delle funzioni: lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura (Csm) tra requirente e giudicante traccia un solco nella cultura giurisdizionale, che dovrebbe appartenere tanto al giudice quanto al pubblico ministero (pm).

Indebolimento dell’organo di garanzia: il Csm, concepito dai costituenti come presidio dell’autonomia dei magistrati, chiamati a rispondere solo alla legge e non ai governi, verrebbe depotenziato.

Composizione del Csm: il sorteggio dei membri togati, presentato come meccanismo fondato sulla casualità, minaccerebbe l’efficienza del Consiglio; quanto ai membri laici (non magistrati), se ne intravede il controllo politico, poiché la riforma prevede che la lista per il loro sorteggio sia proposta dal Parlamento.

Ruolo del pm: un pm potenzialmente esposto a condizionamenti esterni e dotato della polizia giudiziaria rischierebbe di trasformarsi in un "super poliziotto" con poteri estesissimi.

Alta Corte: l’istituzione di un’Alta Corte quale giudice di primo e secondo grado per i ricorsi provenienti dai due Csm viene definita una "vera aberrazione giuridica".

Ragusa Prossima invita i cittadini a riflettere sul merito della revisione e a partecipare al referendum, dimostrando quella "maturità che è mancata alla classe politica" e scegliendo con libertà e consapevolezza ciò che sia davvero meglio per il futuro del Paese.