14 marzo 2026 - Aggiornato alle 17:36
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Attualità

Il caso della gestione del castello di Donnafugata, Civita: "I volontari stanno pagando il prezzo più alto"

La società che era in predicato di assumere l'onere del percorso già individuato e poi bocciato critica l'amministrazione comunale

14 Marzo 2026, 10:37

10:40

Donnafugata, zecche nel parco del Castello del "Commissario Montalbano": chiuso

Il castello di Donnafugata

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“Le ultime notizie di stampa confermano che, sulla vicenda del Castello di Donnafugata, si continua a girare intorno al tema principe: qualcuno, all’interno del Comune di Ragusa, non vuole raccontare la verità in modo limpido”. È quanto si legge in una nota dell’associazione Civita, che punta il dito contro l’esecutivo cittadino.

Civita ha svelato un fatto noto su una gestione vetusta e irregolare. Ha formulato una seria proposta di partenariato – che è costata tempo e denaro – nella quale avrebbe stabilizzato i volontari rendendoli semplicemente ciò che sono: lavoratori con piena dignità. Di contro abbiamo subito strali ingiustificati circa il fatto di voler privatizzare un bene pubblico per intascare solo utili di gestione. Ma quali utili? Con la regolarizzazione dei lavoratori – perché tali sono e perché tali saranno riconosciuti con le cause che certamente avanzeranno in sede giudiziaria, con chiaro aggravio per il Comune e conseguente danno erariale – (lo scriviamo noi, visto che nessuno lo scrive), è evidente che il tema più complesso per qualsiasi operatore sarebbe stato rendere economicamente sostenibile la gestione con i suoi investimenti iniziali”.

“Non ci aspettiamo delle scuse ma è necessaria una riflessione attenta da parte di chi ha responsabilità pubbliche, perché in tutta questa vicenda chi ha pagato e paga il prezzo più alto sono i volontari che da anni lavorano – usiamo il termine esatto – al Castello di Donnafugata e che avrebbero sicuramente partecipato alla selezione per le assunzioni che noi avremmo avviato in tempo utile per affrontare la nuova stagione turistica, aspirando legittimamente ad avere finalmente un posto di lavoro regolare dopo anni di disagi”.

“Abbiamo svelato come risultassero sospetti i tempi e i modi della pubblicazione del nuovo bando (per volontari, dunque perseverando nell’irregolarità) che poi è stato ritirato in tutta fretta e ha reso ancora più evidente lo stato già denunciato nel nostro comunicato stampa del 12 dicembre 2025 ed emerso in queste settimane in modo persino più grave. Abbiamo pubblicato noi integralmente il carteggio del tavolo negoziale con il Comune di Ragusa, proprio perché siamo una società seria e trasparente”.

L’associazione incalza anche sulla sicurezza del sito: “Con la gestione in proprio dei dipendenti comunali annunciata dal Comune di Ragusa, qualcuno verificherà il rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative antincendio all’interno del Castello per i lavoratori e per il pubblico?”

E aggiunge un ulteriore elemento: “Ancora una volta, saremo noi a dare una notizia che il Comune non ha voluto rendere pubblica: la nostra Società è ancora in attesa di ricevere risposte formali alle richieste indirizzate al Comune di Ragusa e poco importa che sia cambiato il Dirigente Responsabile del Settore XII (strano, vero?). Tra pochi giorni scadono i termini di risposta previsti in trenta giorni e, lo preannunciamo, sono già pronte le nostre missive per le opportune sedi giurisdizionali”.

Conclusione netta: “Lo avevamo promesso e lo facciamo: continueremo a vigilare sulla sorte di un bene culturale prezioso per tutto il ragusano e per la Sicilia intera”.