14 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:10
×

il movimento

M5S, Giuseppe Conte "blinda" la sua leadership ma sulla piattaforma vota solo un iscritto su 5

L'ex premier spinge un team di vice e nuovi garanti, ma l'affluenza al 20,69% svela un profondo scollamento con la base

14 Marzo 2026, 18:38

18:40

M5S, Giuseppe Conte "blinda" la sua leadership ma sulla piattaforma vota solo un iscritto su 5

Seguici su

Switch to english version

Il Movimento 5 Stelle ha completato l’organigramma, definendo con nettezza una struttura centrata sulla leadership del presidente Giuseppe Conte.

Il completamento dei vertici, tuttavia, mette in luce un paradosso: il “rumore sordo” dell’astensionismo. Alla consultazione sulla piattaforma digitale ha preso parte soltanto il 20,69% dei poco più di 103 mila iscritti aventi diritto. Un dato che probabilmente impone una riflessione non rinviabile sul crescente scollamento tra base e vertice del partito.

Sul piano organizzativo, la squadra dei vicepresidenti certifica la continuità e mette in sicurezza la linea di opposizione all’esecutivo. Il “sestetto” dei fedelissimi è formato da Paola Taverna, nel ruolo di vicaria, Michele Gubitosa, Mario Turco, Ettore Licheri, Vittoria Baldino e Stefano Patuanelli. Come prefigurato a metà febbraio, la conferma di Taverna, Gubitosa e Turco funge da perno, mentre l’ingresso di Licheri, Baldino e Patuanelli amplia la rappresentanza per presidiare i dossier chiave a Palazzo Madama e a Montecitorio.

È la scelta di bilanciare l’anima istituzionale con quella più “movimentista” sotto la regia dell’ex premier. La novità più rilevante di questa tornata elettiva riguarda però il rinnovo del Comitato di garanzia, l’organo incaricato di vigilare sullo Statuto e sui regolamenti interni.

Gli iscritti hanno premiato tre profili che incarnano i futuri assi strategici del MovimentoFederico Cafiero De Raho, già procuratore nazionale antimafia, che proietta sull’organo la storica vocazione pentastellata per legalità, etica pubblica e trasparenzaBarbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, quale presidio del pluralismo e delle garanzie democratiche nello spazio mediatico. Gianluca Castaldi, con un profilo politico-organizzativo attento al radicamento territoriale e alla selezione della classe dirigente.

L’affluenza ferma al 20,69% apre un vero cantiere, tanto politico quanto organizzativo. In un partito che ha fatto della democrazia in rete e del motto “uno vale uno” il proprio tratto identitario, questa inerzia rischia di eroderne progressivamente l’essenza.

Il contrasto è evidente rispetto al 2025: in occasione del rinnovo della presidenza di Conte, la partecipazione toccò il 58,67%, con il 89,3% dei consensi al leader.