16 marzo 2026 - Aggiornato alle 05:38
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La polemica

Dissalatore a Filicudi, non si arrestano le proteste, Italia Nostra chiede chiarimenti

Gli ambientalisti chiedono temono impatti sul patrimonio archeologico sommerso, sulla Posidonia e sul paesaggio costiero

16 Marzo 2026, 05:38

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Dissalatore a Filicudi, non si arrestano le proteste, Italia Nostra chiede chiarimenti

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Filicudi: Non si arrestano le proteste e le polemiche per la scelta dell’ubicazione dove realizzazione il dissalatore di Filicudi ed interviene anche l’associazione Italia Nostra con la sezione delle Isole Eolie.

Una richiesta formale di chiarimenti e di approfondimento sul progetto del dissalatore è stata inviata al sindaco del Comune di Lipari, Riccardo Gullo, dal presidente della locale sezione, Angelo Sidoti.

Nella nota indirizzata all’amministrazione comunale, l’associazione esprime alcune preoccupazioni relative alla realizzazione dell’impianto di dissalazione previsto sull’isola e chiede maggiore trasparenza sugli elaborati progettuali e sugli impatti ambientali e paesaggistici dell’opera.

Secondo quanto riportato nella nota: “L’intervento risulterebbe già approvato e dotato di autorizzazione ambientale, con lavori di prossima attivazione finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.”

Italia Nostra ritiene necessario un ulteriore approfondimento tecnico alla luce di alcune criticità segnalate dalle proprie sezioni territoriali.

Tra i punti evidenziati vi è la tutela dell’area archeologica di Filicudi e del patrimonio sommerso della baia di Capo Graziano.

L’area individuata per l’impianto, sottolinea l’associazione, si troverebbe nelle immediate vicinanze di un contesto di rilevante interesse scientifico, caratterizzato dalla presenza di siti e giacimenti archeologici sottomarini.

Un secondo aspetto riguarda i possibili impatti ambientali legati allo scarico a mare delle salamoie derivanti dal processo di dissalazione. Italia Nostra chiede ulteriori verifiche sugli effetti che tali scarichi potrebbero avere sugli ecosistemi marini della baia, in particolare sulla Posidonia oceanica.

L’associazione richiama, inoltre, l’attenzione sulle ricadute paesaggistiche e sociali dell’opera. Il tratto costiero interessato rappresenta infatti uno dei pochi facilmente accessibili dell’isola e viene utilizzato da residenti e visitatori.

Per questo motivo, nella nota si evidenzia la necessità di approfondire anche gli aspetti legati alle emissioni acustiche.