Il caso
Iacolino torna a casa: l’Asp di Agrigento revoca l’aspettativa
La delibera dopo che il burocrate ha rassegnato le dimissioni da Dg di Messina, ruolo già sospeso dopo l'inchiesta
È come se esistessero due Salvatore (Totò) Iacolino, negli atti formali della pubblica amministrazione. Uno, riconosciuto e riconoscibile col suo nome e cognome, uno divenuto improvvisamente un omissis. Non parliamo degli atti giudiziari dell’inchiesta che lo ha travolto con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per aver favorito il boss favarese Carmelo Vetro, ma a carte più burocratiche, che però a brevissimo riapriranno le porte degli uffici dell’Asp di Agrigento per il manager decaduto.
Il primo documento è del 10 marzo. L'ente dispone di cessare l'aspettativa che era stata concessa nel 2023 al dipendente Salvatore Iacolino, dirigente amministrativo dell'Asp per consentirgli di ricoprire il ruolo di dirigente generale del dipartimento di pianificazione strategica alla Regione per concedergliene una seconda e permettergli così di ricoprire il ruolo di direttore generale dell'azienda ospedaliera "Gaetano Martino". Nelle stesse ore, però, la notizia dell'indagine a carico di Iacolino riempiva le prime pagine dei giornali, fino alla decisione dello stesso ex parlamentare europeo di dimettersi dall'incarico a Messina da cui la Giunta Schifani lo aveva sospeso. Così l'Asp firma un nuovo provvedimento, questo il 12 marzo, che è una collezione infinita di omissis (la formula ritorna ben 20 volte), ma il soggetto è sempre Iacolino: si spiega che "da informazioni acquisite a mezzo stampa questa Asp è venuta a conoscenza che il dott. omissis ha dato le proprie dimissioni a decorrere dall'11 marzo dalla nomina di omissis" e che quindi ogni aspettativa è revocata e deve tornare al lavoro. Nessun cenno alle accuse pesantissime rivolte a Iacolino che, ovviamente, dovranno essere provate nelle sedi opportune.