Politica
Catania, Riccardo Pellegrino loda Cateno De Luca. Si avvicina l’addio a Forza Italia?
Il vicepresidente vicario del Consiglio comunale, che gestisce un caf Fenapi, potrebbe andare al gruppo misto
Un messaggio di solidarietà a Cateno De Luca «per le gravi intimidazioni subite nelle scorse ore a Barcellona Pozzo di Gotto» che nasconde - nemmeno tanto - un probabile passaggio di casacca. A inviarlo il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Riccardo Pellegrino, esponente di Forza Italia, che tesse le lodi dell’attuale sindaco di Taormina, sia come politico che come imprenditore. Pellegrino, che è anche gestore di un caf appartenente al gruppo Fenapi del leader di Sud Chiama Nord, potrebbe quindi lasciare a breve il suo gruppo per approdare nel misto: si attende un annuncio ufficiale.
Nei mesi scorsi il rapporto tra il consigliere e Forza Italia si era gravemente deteriorato. Dal suo partito Pellegrino a novembre era stato diffidato con l’intimazione «di non utilizzare il nome, il simbolo o riferimenti al partito in dichiarazioni, interventi o comunicati pubblici». A firmare la diffida la segreteria provinciale e quella di Catania, rappresentate dall’europarlamentare Marco Falcone e dall’attuale vicesindaco Massimo Pesce. Una scelta arrivata dopo una denuncia del consigliere al sindaco Enrico Trantino (esponente di Fratelli d’Italia): Pellegrino aveva detto di essere stato «aggredito verbalmente e fisicamente dal sindaco». Una ricostruzione dei fatti smentita con forza da Trantino, al quale era stata manifestata una fiducia pressoché totale della maggioranza, dalla quale si era levata la richiesta di rimuovere il consigliere dal ruolo di vicepresidente. E Forza Italia si era spaccata: a solidarizzare pubblicamente con Pellegrino i consiglieri Melania Miraglia, Agata Scalia e Gerry Barbagallo.
Oggi Pellegrino interviene «anche in qualità di legale rappresentante della Fenapi Catania Centro» e definisce quanto accaduto a De Luca «un episodio gravissimo che ha il sapore di un’intimidazione politica», richiamando anche la sua vicenda personale. Nei giorni scorsi era inoltre intervenuto con una nota per parlare del “silenzio” della politica sulla morte del boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola. Un messaggio forte anche perché Pellegrino sottolineava di aver preso le distanze dal fratello condannato per mafia. Ora riprende il tema: «La mafia di oggi non è più quella degli anni ’80 che sparava per le strade. Oggi è molto più pericolosa perché prova a infiltrarsi nei palazzi istituzionali e a condizionare il sistema politico. È una mafia che tenta di comandare senza esporsi, utilizzando pressioni, intimidazioni e sistemi di potere che soffocano la libertà».
La lode a De Luca continua: «Riconosciuto da tutti come un grande amministratore e un imprenditore capace. Con la Fenapi ha creato lavoro e dato dignità a migliaia di persone in tutta Italia, offrendo opportunità a tanti giovani. È questa la mentalità che dovrebbe avere la politica e che Cateno prova a portare nel suo modo di amministrare: creare sviluppo e lavoro, non limitarsi a difendere poltrone».
Pellegrino, condannato - pena sospesa - in primo grado per corruzione elettorale nella campagna per le regionali del 2017, sentenza non ancora definitiva e pendente in appello, chiude parlando del «sistema di consenso costruito negli anni da certa politica: purtroppo esiste ancora un sistema malato in cui qualcuno prova a controllare il voto attraverso promesse, favori o posti di lavoro. È una dinamica che ho visto personalmente durante le campagne elettorali, quando molti cittadini mi dicevano di non poter votare liberamente perché legati a qualcuno che aveva promesso o garantito qualcosa».