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17 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:34
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politica

Burgio sfida la norma regionale: il sindaco di Serradifalco e figlio dell'assessore regionale corre per il terzo mandato

Il commissario provinciale della Lega sfida l'Ars e si candida alla luce della sentenza della Corte Costituzionale: possibili ricorsi, tensioni regionali e promessa di continuità

17 Marzo 2026, 12:19

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Burgio sfida la norma regionale: il sindaco di Serradifalco e figlio dell'assessore regionale corre per il terzo mandato

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Una mossa politica inaspettata, di quella che mette in imbarazzo la politica regionale e mette a repentaglio gli equilibri. A decidere di scendere in campo per la candidatura del terzo mandato è il primo cittadino di Serradifalco, Leonardo Burgio, che è il commissario provinciale della Lega ed è anche il figlio dell'assessore forzista alla Salute Daniela Faraoni. Burgio ha annunciato la volontà di ricandidarsi per un terzo mandato, motivata da un profondo legame con la comunità locale e dal senso di responsabilità verso i cittadini. Questa decisione arriva nonostante la bocciatura dell'Assemblea Regionale Siciliana (Ars) alla norma che avrebbe permesso il terzo mandato ai sindaci di comuni sotto i 15.000 abitanti. Burgio basa la sua scelta sulla sentenza della Corte Costituzionale del 19 febbraio, che ritiene abbia chiarito definitivamente il quadro normativo, rendendo superata la seconda votazione dell'Ars.

Il dibattito sul terzo mandato in Sicilia La posizione di Burgio si inserisce nel acceso dibattito siciliano sulle limitazioni ai mandati sindaci. Inizialmente, il primo cittadino aveva accettato la bocciatura del disegno di legge nel rispetto delle istituzioni, cercando una soluzione equilibrata. Oggi, però, la sentenza della Consulta – che riconosce il principio del diritto di elettorato passivo non comprimibile arbitrariamente – cambia lo scenario: "La giustizia non potrà ignorare questo indirizzo giurisprudenziale inequivocabile", ha dichiarato Burgio.

Questa interpretazione apre la porta a ricorsi giudiziari in vari comuni siciliani sotto i 15.000 abitanti, dove sindaci uscenti ambiscono a un terzo mandato. La Sicilia resta l'unica regione italiana con tali restrizioni rigide, alimentando critiche su una disparità tra "sindaci di serie A e di serie B".

Motivi personali e impegno quotidiano "Battaglia di principio, ma anche di amore per il territorio": così Burgio descrive la sua scelta, sottolineando che non si tratta di ambizione personale. "Nella mia vita potrei dedicarmi ad altro – ha proseguito – ma fare il sindaco è un impegno totalizzante: dalle prime ore del mattino alla tarda sera, tra ascolto dei cittadini, soluzioni ai problemi e decisioni collettive". Questo legame con Serradifalco, un comune in provincia di Caltanissetta noto per le sue sfide socio-economiche, guida la sua responsabilità quotidiana.

Prospettive future e impatto locale L'annuncio riaccende l'interesse sulle elezioni amministrative in Sicilia per il 2026, con potenziali ricorsi che potrebbero ribaltare le norme vigenti. Per i cittadini di Serradifalco, significa continuità amministrativa in un contesto di fondi PNRR e sviluppo rurale. La mossa di Burgio potrebbe ispirare altri sindaci isolani, ponendo la Sicilia al centro del dibattito nazionale sulla democrazia locale.