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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:48
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L'incontro

Schifani e Lagalla incontrano l'ambasciatore israeliano: esplode la polemica

La visita dell'ambasciatore israeliano a Palermo scatena proteste: timori e richieste di trasparenza su possibili accordi in acqua, agricoltura e cybersecurity

19 Marzo 2026, 17:07

17:23

Peled e Schifani

Visita dell'ambasciatore di Israele in Sicilia

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Una visita al presidente della Regiona, Renato Schifani, e una al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dell'ambasciatore israeliano Johnathan Peled. Un incontro diventato pubblico solo quando Peled l’ha pubblicizzato sui suoi canali social.

E che ha subito scatenato la polemica: «Apprendo con sorpresa e profonda preoccupazione della visita ufficiale a Palermo di Peled, e dei suoi incontri di ieri con il sindaco Roberto Lagalla e con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. In un momento di gravissima tensione internazionale, con una crisi umanitaria senza precedenti in Medio Oriente, è lecito interrogarsi sulla necessità e sul significato politico di questa ricezione ufficiale da parte delle massime cariche della città e della Regione».

Così la deputata del Pd all'Ars e vice segretaria regionale del partito Valentina Chinnici. «Ci riferiamo - ricorda - all'ambasciatore di un Paese che ha recentemente attaccato l'Iran e che da decenni conduce politiche di occupazione e di sterminio della popolazione palestinese, come denunciato da numerose organizzazioni internazionali e come sotto gli occhi del mondo intero a Gaza. Palermo vanta decenni di relazioni privilegiate e di profonda amicizia con il popolo palestinese. Questi legami si sono sempre focalizzati sulla cooperazione culturale e la difesa dei diritti umani. Ricevere l'ambasciatore israeliano in questo modo, quasi fosse una visita di routine, rischia di apparire come un'insensibilità verso quel popolo e quelle città sorelle che stanno vivendo una tragedia immane».

«Sul suo profilo X ufficiale - prosegue - Peled scrive di avere discusso con il sindaco e il presidente Schifani di nuove possibili collaborazioni in diversi settori, come la gestione delle risorse idriche, agricoltura, turismo, innovazione digitale e cybersecurity. È questo il punto che più mi preoccupa. Quali accordi o collaborazioni si stanno delineando con un governo straniero in settori strategici come l'acqua, l'agricoltura e la cybersecurity? Il governo regionale e il Comune hanno il dovere di riferire all'Ars e ai cittadini. Non si possono intavolare rapporti istituzionali in silenzio, specialmente con un Paese che in questo momento è protagonista di un conflitto e le cui politiche sono al centro di un procedimento per genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia. La Sicilia non può e non deve diventare un palcoscenico per normalizzare relazioni con un governo che viola sistematicamente il diritto internazionale».

«Chiedo al presidente Schifani e al sindaco Lagalla - conclude - di rendere pubblico il resoconto dettagliato dei colloqui avuti con l'ambasciatore israeliano. È necessario chiarire quale posizione intendano assumere le istituzioni siciliane in un momento in cui la comunità internazionale è divisa e se queste nuove 'collaborazioni' rispettino i principi di pace, giustizia e solidarietà che dovrebbero guidare l'azione pubblica, specialmente in una terra di incontro e dialogo come la nostra».