il dibattito
Referendum, il procuratore di Catania Curcio si schiera per il No: «Non risolve i problemi della giustizia»
«Consultazione in bilico, speriamo che prevalga il no, la riforma mette a rischio l'indipendenza della magistratura e non affronta i problemi reali»
«Le sensazioni sull'esito referendario sono difficili da decifrare, è tutto molto incerto e noi, naturalmente, speriamo che prevalga il no per una riforma che consideriamo totalmente sbagliata e che tutto sommato mette in discussione una delle poche certezze che abbiamo avuto nel dopoguerra con la Costituzione e cioè che la politica non riesce a influenzare, se non in casi patologici naturalmente, le decisioni della magistratura». Lo ha detto all’ANSA il procuratore di Catania, Francesco Curcio, prima di prendere parte a un incontro in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Sull'andamento della campagna referendaria di queste settimane, Curcio ha sottolineato di avere «visto un po' di tutto». «Ho visto - ha aggiunto - delle cose che puntavano alla pancia degli elettori, ho visto dei tentativi di spiegare in modo corretto quale fosse la posta in gioco e quale fosse la portata della riforma».
«Se dovesse vincere il no - ha osservato Curcio - rimangono i gravi problemi della giustizia che non vengono assolutamente sfiorati da questa riforma, che si occupa di ben altro, ma non del funzionamento della giustizia a vantaggio dei cittadini».
«Se vincerà il sì - ha sottolineato il procuratore di Catania - si apre la strada alla separazione delle carriere con la sottoposizione del Pm all’esecutivo. Ma per poterlo fare, per raggiungere questo obiettivo è necessario separare prima i Pm dai giudici e quindi ci esponiamo a un rischio molto forte».