il dossier
Sanità, Ast, Sas e Zooprofilattico. La Cgil: «Dilaga il malaffare e Schifani non fa niente»
Il segretario Alfio Mannino: «Tutto il sistema pubblico è coinvolto da affidamenti diretti di gare, appalti pilotati, assunzioni con concorsi su misura o addirittura arbitrarie, sprechi e ruberie»
«La situazione paradossale di Ast grida vendetta: ci sono 156 lavoratori in precarietà a cui non puoi rinnovare il contratto e tu, azienda regionale, fai un contratto a un soggetto esterno con spese tra 250 e 290 euro al giorno per tenere attive le tratte?». Alfio Mannino, segretario generale di Cgil Sicilia, fatica a nascondere la rabbia per una vicenda che «si somma a decine di altre nella nostra Isola». Perché non c’è solo il caso dell’Azienda siciliana trasporti, partecipata regionale, a fare scalpore. «Qui per l’Ast - prosegue - c’è anche l’affidamento con trattativa privata, quindi nemmeno con una gara per l’affidamento di una spesa pubblica. C’è molto altro di altrettanto gravie».
Su tutte queste vicende Cgil sta preparando un corposo dossier che, promette Mannino, a breve, poco dopo il referendum, avrà la capacità di andare a completare il quadro di quello che definisce «un sistema deviato» emerso dalle «inchieste di queste ultime settimane che parlando di un sistema consolidato in Sicilia che garantisce e tutela interessi affaristici, clientelari e in qualche caso mafiosi con il coinvolgimento della politica e dell'apparato amministrativo e burocratico. Questo a discapito della gente onesta, di lavoratrici e lavoratori e dei tanti giovani che credono nella legalità, che finiscono stritolati dentro le dinamiche non limpide degli interessi particolari e della corruzione».
Mannino anticipa anche altri contenuti del dossier. «C’è sopra tutto, come esempio massimo di questo sistema, la vicenda dell’Istituto Zooprofilattico, dove erano emerse gravi responsabilità di dirigenti e funzionari. La dirigente arrivata in sostituzione ha fatto un minimo di pulizia. Dopo il commissariamento - ricorda - e l’avvio di un percorso di legalità si è tornati alle vecchie pratiche con protagonisti gli stessi soggetti che mettono in campo bandi per assunzioni di dubbia trasparenza e utilità, spesso costruiti su misura per qualcuno. Tutti sono tornati nei punti di comando, mentre a pagarne le conseguenze sono stati quelli che hanno fatto le segnalazioni». E altre situazioni simili sono «il Cefpas, oppure la Sas, la Servizi ausiliari Sicilia dove non è stato preso nessun provvedimento per chi ha costruito un sistema di assunzioni. E quelle assunzioni restano, in maniera impunità.» Poi soprattutto, annuncia Mannino, «ci sarà tanto, tantissimo, su appalti di beni e servizi nella Sanità».
Secondo il segretario della Cgil Sicilia tutto questo ha un unico denominatore: «C’è un sistema politico che ritiene che la spesa pubblica serva per acquistare consenso. E questo sistema criminogeno - sottolinea - prolifera per l’ignavia del presidente della regione, o peggio per la sua connivenza, visto che, al netto di qualche proclama, non ha mai adottato scelte politiche e azioni amministrative per sradicare questo dilagante sistema affaristico-mafioso».
Mannino rileva come «tutto il sistema pubblico sia coinvolto tra affidamenti diretti di gare, appalti pilotati, assunzioni con concorsi su misura o addirittura arbitrarie, sprechi e ruberie. Dalla sanità, alle società partecipate lo schema è sempre lo stesso».
In questi anni sono state tantissime le denunce della Cgil su queste vicende e altre analoghe, ricorda il segretario del sindacato. Ma nonostante questo «la politica, spesso coinvolta, non accoglie e ci vogliono le inchieste della magistratura per squarciare il velo del silenzio e del malaffare». Manninocita anche delle inchieste giudiziarie: dal caso Iacolino e degli accrediti a soggetti poco affidabili alle inchieste che coinvolgono il burocrate Teresi. Il tutto si completa con «amministrazioni pubbliche che affidano mansioni ad aziende e cooperative no profit che utilizzano volontari facendoli lavorare come dipendenti e retribuendoli con pochi euro l’ora» . Tutto questo, rimarca il sindacalista, «avviene nell’indifferenza o con la condivisione e connivenza della politica che favorisce queste pratiche». Il segretario della Cgil annuncia l’imminente presentazione di un dossier su «un sistema infarcito di illegalità, abusi e intrecci tra soggetti portatori di interessi particolari e non trasparenti. Perpetuando vecchi sistemi e nuove illegalità- conclude il segretario della Cgil - è come se certa politica puntasse su immunità e impunità. Da qui tanti attacchi alla magistratura e agli organi di controllo, soggetti scomodi in questo sistema deviato».