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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:16
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IL REFERENDUM

Addio al Csm unico, arriva il sorteggio: la riforma che cambia la magistratura italiana per sempre

Il quesito e le modifiche alle norme della Carta costituzionale

20 Marzo 2026, 19:21

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Addio al Csm unico, arriva il sorteggio: la riforma che cambia la magistratura italiana per sempre

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Il quesito che gli elettori troveranno sulla scheda chiede di approvare o respingere una legge costituzionale che ridisegna l’assetto della magistratura. L’intervento tocca sette articoli della Carta — 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 e introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con l’istituzione di due Consigli superiori della magistratura distinti e di una nuova Alta Corte disciplinare. Di seguito, in sintesi, le principali modifiche.

Articolo 87. Il Presidente della Repubblica presiederà due Csm: uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti, che subentreranno all’attuale Consiglio superiore unico. Si sancisce così la separazione delle carriere anche al vertice dell’autogoverno delle toghe.

Articolo 102. La separazione delle carriere entra in Costituzione: il primo comma viene integrato per prevedere che l’ordinamento giudiziario disciplini carriere distinte per giudici e pubblici ministeri, elevando la divisione a principio costituzionale e non più a mera scelta legislativa.

Articolo 104. Cambia il meccanismo di selezione dei componenti dei due Csm: non saranno più eletti, ma sorteggiati da elenchi predisposti dal Parlamento e dalle magistrature.

Articolo 105. Nasce l’Alta Corte disciplinare, composta da 15 membri, in parte laici e in parte magistrati, individuati attraverso nomina e sorteggio. Essa è chiamata a operare quale organo competente in materia disciplinare.

Articolo 106. Si amplia il terzo comma sull’accesso alla Corte di Cassazione: oltre a professori e avvocati, potranno essere chiamati anche magistrati requirenti con almeno 15 anni di servizio.

Articolo 107. L’inamovibilità viene raccordata al rispettivo Consiglio superiore: decisioni su trasferimenti o sospensioni spetteranno al Csm della carriera di appartenenza.

Articolo 110. Intervento terminologico: il ministro della Giustizia dovrà rapportarsi con “ciascun” Consiglio superiore.