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20 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:15
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Governo

Scandalo Delmastro, Meloni: «E' stato leggero, ma a due giorni dal referendum forse... "una manina"»

La premier fa quadrato intorno al sottosegretario alla giustizia al centro di indagini su presunti affari con la figlia di Caroccia

20 Marzo 2026, 20:15

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Scandalo Delmastro, Meloni: «E' stato leggero, ma a due giorni dal referendum forse... "una manina"»

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«Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente...». La premier Giorgia Meloni fa quadrato attorno al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, finito nella bufera per presunti affari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato per reati di mafia nell’ambito di un’indagine sul clan Senese. E, a due giorni dal referendum, sferra un nuovo attacco alla magistratura evocando una "manina" che «tira fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum, gli italiani valuteranno». Per Meloni, dunque, Delmastro deve restare al suo posto, almeno per ora. «Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi - puntualizza - la magistratura farà il suo corso».

Ma la bufera non accenna a placarsi, anzi. Ad alimentare le polemiche altri due scatti. Uno pubblicato dal quotidiano Il Domani, che ritrae Delmastro un’altra volta nel ristorante 'sotto accusà, appena due mesi fa. L’immagine risale a fine gennaio al locale Bisteccheria d’Italia, di cui Delmastro deteneva delle quote poi vendute. Accanto a lui nella foto c'è Raffaele Tuttolomondo, sindacalista della polizia penitenziaria. Ma in quel locale il sottosegretario c'è stato anche con la capa di gabinetto del ministero, Giusi Bartolozzi, finita sotto i riflettori nei giorni scorsi per aver definito i magistrati un 'plotone di esecuzionè. A pubblicare quest’ultima foto della cena dello scorso 3 giugno, in cui vengono immortalati assieme ad altre persone, è stato 'Il Fatto Quotidiano'.

E proprio su eventuali attività di riciclaggio legato al business della ristorazione si sta concentrando l’attività investigativa su cui sono al lavoro, da tempo, i pm della Dda di Roma in relazione all’attività imprenditoriale della famiglia Caroccia. Oggetto del fascicolo, in cui si ipotizza anche il reato di intestazione fittizia di beni, anche la società 'Le 5 Forchette Srl', in cui compare come azionista la figlia 18enne di Caroccia (l'uomo sta scontando una pena a 4 anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa). Della srl ha fatto parte anche Delmastro. Fondata davanti a un notaio di Biella, aveva il locale in via Tuscolana dove è stato aperto il ristorante.

Le opposizioni chiedono a gran voce un passo indietro del sottosegretario. «Si deve dimettere stasera» tuona il leader del M5S Giuseppe Conte, sostenendo che la premier «deve azzerare il gruppo dirigente del Piemonte. Ma il problema - aggiunge - è che lei è prigioniera. Prigioniera dei suoi compagni di partito». A fargli eco la leader del Pd Elly Schlein: «E' tutta la campagna referendaria che dalla presidente Meloni a tutto il resto del governo continuano a urlare 'chi sbaglia pagà, ma per loro non vale?». Mentre i rappresentanti del M5S nelle commissioni Antimafia e Giustizia della Camera e del Senato hanno presentato una «mozione di censura per chiedere alla premier Meloni di rimuoverlo immediatamente». E parlano di una vicenda «gravissima, un punto di rottura istituzionale che non può essere minimizzato né archiviato con il silenzio» i magistrati di Unicost.

Di diverso avviso il presidente del Senato Ignazio La Russa: "Sicuramente uno si dimette se ha commesso degli atti gravi, se ci sono condanne. Per una foto non si è mai dimesso nessuno”. A schierarsi dalla parte del sottosegretario anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Sapendo l’interesse che c'è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo, non penso abbia fatto nulla di male o almeno nulla che consapevolmente potesse arrecargli danno, quindi penso saprà difendersi tranquillamente da solo» afferma.