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21 marzo 2026 - Aggiornato alle 19:00
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storico esponente dc

È morto Paolo Cirino Pomicino: “’O Ministro” andreottiano aveva 86 anni

Dalla carriera di medico ai vertici della politica, figura chiave negli anni ’80 e ’90 fu protagonista della stagione andreottiana e di Tangentopoli

21 Marzo 2026, 17:32

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È morto Paolo Cirino Pomicino: “’O Ministro” della Dc aveva 86 anni

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È morto nel pomeriggio a Roma, all’età di 86 anni, Paolo Cirino Pomicino, tra i protagonisti della stagione politica della Prima Repubblica. L’ex esponente della Democrazia Cristiana, legato alla corrente andreottiana, era ricoverato da alcuni giorni presso la clinica Quisisana. Avrebbe compiuto 87 anni a settembre.

Nato a Napoli nel 1939, Pomicino intraprese inizialmente la carriera medica, affermandosi come neurochirurgo all’ospedale Cardarelli, prima di dedicarsi alla politica. Eletto in Parlamento nel 1976, si impose rapidamente come uno degli uomini di fiducia di Giulio Andreotti, diventando figura centrale nella gestione della spesa pubblica.

Nel corso della sua carriera ricoprì incarichi di primo piano, tra cui quello di ministro della Funzione pubblica nel governo guidato da Ciriaco De Mita e, successivamente, di ministro del Bilancio e della Programmazione economica nei governi Andreotti.

La sua parabola politica subì una brusca frenata con le inchieste di Mani Pulite. Coinvolto negli scandali di Tangentopoli, affrontò processi e condanne, tra cui quella per finanziamento illecito, senza tuttavia abbandonare definitivamente la scena pubblica.

Negli anni successivi riuscì a rientrare nelle istituzioni, venendo eletto al Parlamento europeo nel 2004 e alla Camera dei deputati nel 2006. Parallelamente intraprese un’attività di editorialista e saggista, firmando i suoi interventi con lo pseudonimo di “Geronimo” e collaborando con diverse testate nazionali.

Negli ultimi anni, pur segnato da problemi di salute, tra cui un trapianto di cuore e uno di rene, aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico con analisi critiche sulla politica contemporanea, rivendicando il ruolo della mediazione e criticando il crescente peso del populismo.

Con la scomparsa di Paolo Cirino Pomicino si chiude un capitolo significativo della storia politica italiana del Novecento, segnato da luci e ombre, ma anche da una presenza costante nei centri decisionali del Paese.