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calcio violento

Perquisita la tipografia "anti‑Lotito": per la Procura c'era una regia ultras per intimorire il presidente della Lazio

Cronaca giudiziaria e sport si intrecciano: emergono minacce e pressioni organizzate dagli ultras per costringere alla cessione del club. La solidarietà del mondo politico

21 Marzo 2026, 21:36

Perquisita la tipografia "anti‑Lotito": per la Procura c'era una regia ultras per intimorire il presidente della Lazio

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Cronaca giudiziaria e sport si sovrappongono in una vicenda dai contorni inquietanti che ha condotto i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma a perquisire un centro copie di Marino, nei Castelli Romani. All’interno è stata individuata una tipografia “anti-Lotito”, riconducibile agli stessi titolari del pub biancoceleste “Mcm Lazio Beer and Shop” di Frascati.

Dagli atti dell’inchiesta emerge un quadro allarmante: le minacce rivolte al senatore e presidente della S.S. Lazio non appaiono come episodi isolati o semplici manifestazioni di dissenso, bensì come l’esito di un piano criminale strutturato. I magistrati parlano di una “capacità organizzativa” fuori dall’ordinario, “talmente elevata da risultare particolarmente compatibile con la rinomata organizzazione di tipo militare dei gruppi di tifo ultras”.

Il riferimento va in particolare agli Ultras Lazio, ritenuti gli eredi degli Irriducibili guidati dall’ex capo ultras Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, ucciso nell’agosto 2019 al Parco degli Acquedotti.

L’obiettivo della pressione, costante e mirata, sarebbe stato quello di costringere Claudio Lotito, ultrasessantacinquenne, a cedere il controllo della società quotata, tentando così di alterare il mercato calcistico.

L’offensiva diffamatoria e intimidatoria si sarebbe sviluppata su più fronti, con un’escalation a partire dal 2024. Tra le azioni contestate figurano l’esposizione di striscioni con la scritta “Lotito libera la Lazio” in Piazza del Parlamento, di fronte alla sede di Forza Italia e agli uffici del presidente, nonché l’affissione di adesivi nei pressi della sua abitazione.

A ciò si aggiungono continue telefonate con minacce di morte, a qualsiasi ora, e la circolazione di notizie false tramite la testata “Millenovecento” e i social network. In particolare, sarebbe stata propagata la voce secondo cui Lotito avrebbe voluto far retrocedere deliberatamente la squadra per incassare un presunto “paracadute” da 35 milioni di euro.

Una dinamica che, secondo gli atti, richiama da vicino le intimidazioni già sfociate in condanne tra il 2005 e il 2006, a riprova di una regia accentrata nelle mani di pochi soggetti in grado di strumentalizzare l’intera curva.

Dinanzi a questa grave degenerazione, il mondo politico—e in primis Forza Italia, partito di cui Lotito è senatore—ha fatto quadrato, esprimendo solidarietà

Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, è intervenuto per primo con un messaggio inequivocabile: “Rinnovo la solidarietà, anche di tutta Forza Italia, al senatore Claudio Lotito. Dalle indagini, a seguito delle minacce e dei tentativi di ritorsione che ha subito, emerge un quadro molto preoccupante”. Tajani ha quindi stigmatizzato la natura delle condotte contestate: “Pressioni e violenze che non hanno nulla a che fare con il calcio, il tifo e lo sport. Manifestare il proprio dissenso può essere legittimo, ma non con metodi para militari, violenti e intimidatori”, auspicando infine che venga fatta piena chiarezza sui fatti.

Sulla stessa linea il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, che ha chiamato tutto il mondo sportivo alle proprie responsabilità: “Quello che sta emergendo delle indagini della magistratura e dagli accertamenti dei carabinieri... impongono non solo solidarietà al presidente della Lazio ma un argine comune contro un fronte delinquenziale pericolosissimo”. E ha aggiunto: “Dalla Figc alla Lega e fino ai tifosi di ogni parte dovrebbe arrivare alta e unanime la condanna davanti a episodi simili. Il silenzio non può essere tollerato”.

Profondo sconcerto è stato espresso anche da Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia: “Esprimo sconcerto per gli esiti delle indagini di Marino su atti e iniziative a danno del senatore Lotito”. Gasparri ha auspicato che gli inquirenti procedano “per accertare legami territoriali e di altra natura”, rinnovando la sua vicinanza a Lotito con la ferma speranza “che cessi un clima di tensione intollerabile”.

Alle voci del partito si è aggiunta quella del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che ha dichiarato: “Solidarietà all’amico Claudio Lotito e alla sua famiglia per le inquietanti rivelazioni emerse in queste ore. Auspico che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che siano individuate rapidamente tutte le responsabilità, perché questo non è sport, non è critica, non è tifo. Non è nulla se non un reato”. Il ministro ha poi concluso: “Il linguaggio e l’atteggiamento delle minacce e delle intimidazioni rientrano in una sfera di azione inaccettabile per noi e soprattutto a chi, come il presidente della Lazio, crede nei valori del calcio e dello sport”.