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22 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:24
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Il dibattito

Un'antenna demolita, una entità "spezzata" dalla burocrazia. Chi decide sul patrimonio di Caltanissetta?

Una demolizione che ha diviso la città riapre la domanda più scomoda: chi ha davvero l’ultima parola su ciò che resta, o cade, del nostro paesaggio?

22 Marzo 2026, 16:24

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Alle 17:45 del 23 luglio 2025, sul colle di Sant’Anna a Caltanissetta, un traliccio alto quasi trecento metri si è piegato come un giunco e poi è collassato su sé stesso, in un boato secco. La storica Antenna Rai, per decenni il segno verticale che cuciva l’orizzonte nisseno al cielo di Sicilia, non c’era più. Per alcuni, un gesto dovuto alla sicurezza; per altri, una ferita evitabile. Da allora una domanda attraversa i corridoi della politica e delle amministrazioni: chi decide davvero sul destino del patrimonio locale? E secondo quali regole e prassi? La vicenda Sant’Anna è un caso di scuola, dove si intrecciano competenze della Regione Siciliana, azione delle Soprintendenze, atti comunali, tribunali amministrativi, interessi del proprietario (Rai Way) e pressioni dell’opinione pubblica. E oggi entra anche nelle aule parlamentari regionali: la deputata Valentina Chinnici e il gruppo del Partito Democratico hanno depositato un’interrogazione per fare luce su revoca del vincolo e demolizione.

Un titolo che impegna: “Chi decide?”

Per capire chi decide bisogna partire da una premessa che in Sicilia fa tutta la differenza: le funzioni in materia di tutela del paesaggio e delle antichità non fanno capo allo Stato ma, per statuto speciale e successive norme di attuazione, alla Regione Siciliana. Una legge del 1975 ha trasferito agli uffici regionali—e dunque alle Soprintendenze per i Beni culturali e ambientali—le competenze degli uffici periferici del Ministero: una scelta che rende l’Isola un laboratorio amministrativo unico nel Paese. In questo quadro le Soprintendenze sono articolazioni territoriali dell’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e istruiscono i procedimenti sui vincoli, mentre gli atti finali vengono firmati dal Dipartimento regionale competente.

Sant’Anna: cronologia minima di un caso esemplare

Dal vincolo alla revoca

Il 13 aprile 2022 la Regione Siciliana appone il vincolo ex art. 13 D.Lgs. 42/2004 sull’“impianto di radiotrasmissione RAI di Caltanissetta” comprendente traliccio, cabina di sintonia, ancoraggi e apparati storici. Tre anni dopo, con D.D.G. n. 2574 del 28 maggio 2025, il Dipartimento regionale dei Beni culturali revoca quel vincolo, motivando la decisione con “gravi criticità strutturali” emerse successivamente all’apposizione della tutela e con il richiamo all’art. 128 del Codice. L’atto porta la firma del Dirigente generale Mario La Rocca; in istruttoria si citano note della Soprintendenza di Caltanissetta del 12 maggio 2024 e del 15 maggio 2025.

Nel frattempo il Comune di Caltanissetta discute in aula e valuta la via del ricorso al T.A.R. contro la revoca: un atto di indirizzo viene votato all’unanimità nel giugno 2025, a conferma di una sensibilità trasversale sul tema. Le opposizioni e comitati come “Futura – Costruiamo insieme la Città” e l’Associazione/Comitato Parco Antenna RAI contestano la scelta regionale, chiedendo trasparenza sugli atti e sulle perizie.

L’ora della demolizione

In giugno 2025, Rai Way fissa una prima data per l’abbattimento; interviene una sospensiva del T.A.R. fino al 18 luglio; pochi giorni dopo il 14 luglio 2025 il sindaco emette un’ordinanza per la gestione di sicurezza dell’area in vista delle operazioni. Il 23 luglio 2025, alle 17:45, il traliccio viene demolito con collasso controllato all’interno dell’area di proprietà, secondo il piano firmato da tecnici incaricati. Alcune cronache locali indicano il 24 luglio 2025 come riferimento temporale; la comunicazione ufficiale di Rai Way riporta data e ora del 23 luglio.

Dal punto di vista tecnico, Rai Way richiama verifiche e consulenze: cedimenti agli isolatori di base nel 2017, screening statici con esito negativo e, nel 2024, la relazione del Politecnico di Milano che individua la demolizione come unica soluzione compatibile con la sicurezza di cantiere e dell’intorno urbano. L’azienda annuncia investimenti superiori a 1 milione di euro per l’espansione della rete DAB regionale.

La politica torna in campo: l’interrogazione del Pd

Sulla scorta delle mobilitazioni civiche, la deputata Valentina Chinnicivice-segretaria regionale del Pd—ha depositato un’interrogazione firmata dall’intero gruppo Pd all’Assemblea Regionale Siciliana per chiedere conto della “carenza di istruttoria”, della tempistica della revoca e delle ragioni tecnico-amministrative che hanno portato alla caduta del vincolo a soli tre anni dalla sua imposizione. Nel testo si richiamano il D.D.G. n. 2574/2025, la data della demolizione e la richiesta di chiarimenti al Presidente della Regione Renato Schifani e all’Assessore ai Beni culturali. È un passaggio politico rilevante perché sposta il baricentro della vicenda dal piano tecnico-amministrativo a quello delle responsabilità istituzionali.