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23 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:19
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lo scandalo

Il ministro ungherese che rivelava al telefono ai russi i segreti dell'Ue: l'inchiesta shock che scuote i palazzi di Bruxelles

Sotto accusa Péter Szijjártó: secondo le rivelazione del Washington Post chiamava Lavrov durante le pausa per aggiornarlo

23 Marzo 2026, 20:14

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Il ministro ungherese che rivelava al telefono ai russi i segreti dell'Ue: l'inchiesta shock che scuote i palazzi di Bruxelles

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Un’inchiesta giornalistica scuote l’Unione Europea e solleva seri interrogativi sulla tutela dei dati sensibili a Bruxelles. Il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, è accusato di aver condiviso “con regolarità” dettagli delle riunioni del Consiglio dell’UE con il suo omologo russo, Sergei Lavrov.

Secondo quanto riportato dal Washington Post Szijjártó avrebbe sfruttato le pause dei vertici a porte chiuse per telefonare segretamente a Mosca, eludendo la rigorosa riservatezza interna. La Commissione europea ha definito le rivelazioni “molto preoccupanti” e ha chiesto spiegazioni formali a Budapest.

A Bruxelles si teme un impatto sistemico: la fiducia tra gli Stati membri è considerata un presupposto essenziale per la gestione di dossier critici come la guerra in Ucraina, il regime sanzionatorio e la sicurezza comune.

La tempistica aggiunge tensione politica, con l’Ungheria a tre settimane da un voto cruciale. Il Fidesz del premier Viktor Orbán è incalzato da Tisza: il leader dell’opposizione, Péter Magyar, ha già promesso che, in caso di vittoria, aprirà un’indagine per “tradimento”, reato punibile nel Paese fino all’ergastolo.

La polemica ha superato i confini nazionali: il premier polacco Donald Tusk ha affermato che contatti segreti con Mosca “non dovrebbero sorprendere nessuno”, provocando la pronta replica del governo unghereseSzijjártó ha accusato Tusk di ingerenza elettorale, mentre l’esecutivo ha bollato l’inchiesta come “fake news” e un attacco politico infamante.

Il contesto conferma come i rapporti tra Budapest e il Cremlino non si siano mai interrotti. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, l’Ungheria ha mantenuto un dialogo intenso con Mosca, in controtendenza rispetto al resto dell’UE.

Szijjártó si è recato in Russia almeno 16 volte, l’ultima il 4 marzo 2026, incontrando Vladimir Putin per ribadire la dipendenza ungherese dagli approvvigionamenti di petrolio e gas russi. In parallelo, Budapest ha spesso frenato o diluito le iniziative europee su sanzioni e finanziamenti a Kiev. Al momento non esistono prove tecniche rese pubbliche, come tabulati o registrazioni, in grado di documentare in modo incontrovertibile le presunte “soffiate”, lasciando la vicenda sul terreno delle ricostruzioni giornalistiche.

Tuttavia, se le accuse fossero confermate, l’UE potrebbe essere costretta a misure senza precedenti, fino a limitare la circolazione di documenti sensibili e a rivedere le procedure di sicurezza per isolare eventuali fughe di notizie riconducibili a singoli governi.