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23 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:19
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l'analisi del voto

Referendum, la mappa del voto: perché il No trionfa nelle città, tra i giovani e sfonda al Sud

La riforma respinta con quasi il 54% e un'affluenza oltre le previsioni: l'onda delle metropoli ribalta la riforma, evidenziando spaccature territoriali e generazionali

23 Marzo 2026, 20:24

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Referendum, la mappa del voto: perché il No trionfa nelle città, tra i giovani e sfonda al Sud

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L’Italia ha deciso, e lo ha fatto con una voce netta che risuona soprattutto nelle piazze delle metropoli: la riforma costituzionale della giustizia voluta dal governo Meloni-Nordio è stata bocciata.

La consultazione referendaria ha consegnato al Paese una mappa politica ridisegnata, segnata da un’affluenza inattesa e da una profonda frattura tra grandi centri e aree provinciali. Il fronte del "No" si è imposto con poco meno del 54% dei consensi, superando i 14 milioni di voti contrari e distanziando il "Sì" di circa due milioni di schede. Non un plebiscito, ma un verdetto politicamente dirompente, corroborato da una partecipazione ai seggi prossima al 59%, ben oltre le previsioni della vigilia.

La chiave interpretativa del voto è anzitutto geografica. Se nel Nord-Est, in regioni come Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, il "Sì" ha prevalso su base regionale, le grandi aree metropolitane hanno guidato una vera rivolta elettorale.

Milano e Venezia hanno infatti respinto la riforma in controtendenza rispetto ai rispettivi territori provinciali. Scendendo lungo la penisola, l’onda del "No" è divenuta inarrestabile: Firenze e Bologna hanno registrato un’affluenza record del 71%, con il rifiuto attestato rispettivamente al 66,6% e al 68,1%.

A Roma, il 60,3% dei contrari ha trasformato la Capitale in un laboratorio politico nazionale. Ma il simbolo di questa tornata resta Napoli: qui il "No" è balzato al 75,5%, tra i festeggiamenti dei magistrati al Nuovo Palazzo di Giustizia, anticipando di fatto l’esito complessivo.

Determinante anche la frattura generazionale: secondo le rilevazioni, le fasce più giovani (18-34 anni), informatesi tramite social network, campagne territoriali ed eventi universitari, si sono schierate in larga misura per il "No". Al contrario, tra gli over 55, più legati ai media tradizionali come la tv generalista, è prevalsa una maggiore propensione al "Sì".

Malgrado la brusca battuta d’arresto su un dossier identitario per il centrodestra, non si profila una crisi di governo immediata. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha riconosciuto la sconfitta con toni istituzionali, assicurando la continuità dell’azione dell’esecutivo.