il risultato
Referendum, la provincia di Agrigento sceglie il No: affluenza al 43%
Sambuca regina dell'affluenza, Lampedusa maglia nera. Ecco i dati comune per comune
Ma chi ha “vinto” e chi ha “perso”, alla luce del voto referendario in provincia di Agrigento? I dati, nella loro crudezza, evidenziano una partecipazione abbastanza contenuta in media, in linea con il dato regionale. A fronte di una percentuale di votanti del 46,14% in Sicilia, in provincia i cittadini che si sono recati alle urne sono stati il 43.33%
Il dato è il risultato di realtà profondamente diverse: si passa dal picco di Sambuca di Sicilia, dove ha votato il 55,95% degli aventi diritto, al minimo storico di Lampedusa e Linosa, che ha registrato appena il 26,93% di partecipazione.
Per quanto riguarda i risultati del Sì, la proposta ha trovato il suo consenso più alto proprio nelle Pelagie, con il 59,96%. Altri comuni che hanno visto prevalere i favorevoli sono Siculiana con il 51,55%, Montallegro con il 50,69%, Burgio con il 50,43%, Palma di Montechiaro con il 50,40% e Camastra con il 50,36%, gran parte di centri con amministrazioni di centrodestra. Ad Agrigento città, il Sì si è fermato al 43,16% a fronte di un'affluenza del 46,78%.
Il fronte del No ha invece dilagato in numerosi centri, ottenendo il risultato migliore a Sambuca di Sicilia con il 73,17%. Seguono con percentuali di netto rifiuto Bivona al 72,79%, Calamonaci al 70,26%, Raffadali al 69,54%, Racalmuto al 67,26% e Santo Stefano Quisquina al 67,21%. Anche a Cattolica Eraclea e Cammarata il No ha superato abbondantemente la soglia dei due terzi, attestandosi rispettivamente al 67,03% e al 64,67%.
In altri centri nevralgici della provincia il No ha mantenuto un vantaggio costante: a Sciacca ha raggiunto il 59,98% con un'affluenza del 50,43%, a Canicattì il 59,87% con il 41,47% di votanti, e a Licata il 53,09% nonostante una delle affluenze più basse della provincia, pari al 32,19%. Risultati simili si sono visti a Favara con il 62,92% di No e a Porto Empedocle con il 63,60%. Altri comuni come Aragona e Campobello di Licata hanno fatto registrare il 66,20% e il 66,27% di voti contrari, confermando un orientamento generale del territorio verso la conservazione del sistema attuale.
A scendere in campo a livello provinciale era stato soprattutto Fratelli d'Italia, che tra convention alla presenza dei “big” del partito, attività di volantinaggio e iniziative politiche “porta per porta” aveva recepito l’ordine di scuderia a livello nazionale di sostenere con forza il progetto di riforma, ma i risultati, verosimilmente, non stati quelli auspicati e non sembra proprio che gli altri partiti del centrodestra abbiano dato un proprio contributo.
Il voto per il Referendum, tra l’altro, per Agrigento rappresenta uno spartiacque importante in vista delle Amministrative. Come si ricorderà era stato proprio il partito di Giorgia Meloni a indicare questa data come il termine prima del quale non si poteva discutere di elezioni comunali, e adesso il dibattito ripartirà in un contesto con non pochi veleni da smaltire.