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24 marzo 2026 - Aggiornato alle 09:46
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l'analisi del voto

In Sicilia una valanga di No: 61% centro e periferie uniformi (non nell’affluenza). Ma in 51 Comuni vince il Sì

Palermo sul podio nazionale dei capoluoghi anti riforma ma il record regionale è del piccolo Cassaro, nel Siracusano, con l’81% Il Sì vince in appena 51 comuni su 391, tra cui Acate, Niscemi e Pachino

24 Marzo 2026, 09:46

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In Sicilia una valanga di No: 61% centro e periferie uniformi (ma non nell’affluenza). Ma in 51 Comuni vince il Sì

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All'istituto comprensivo Dusmet di viale Castagnola a Librino hanno sede undici sezioni elettorali della città di Catania. Alla 277 l'affluenza è stata del 24 per cento e il “No” ha stravinto col 74 per cento. Nella porta accanto, alla 276, l'affluenza è stata doppia, poco sopra il 47 per cento, e il “No” ha vinto lo stesso, ma con venti punti percentuali in meno.

Se si vuole cercare una risposta allo schiacciante risultato in Sicilia al referendum costituzionale sulla giustizia - il “No” ha vinto col 60,98 per cento, il “Sì” fermo al 39,02 - forse bisogna andare a guardare nelle periferie. E non perché nei risultati ci siano differenze sostanziali tra centro e quartieri popolari, o tra città e provincia. Il “No” ha prevalso in maniera plebiscitaria quasi ovunque (sono appena 51 i Comuni della Sicilia dove ha vinto il “Sì”, il 13 per cento del totale). L'unica macroscopica forbice sta nel dato dell'affluenza: molto alta, anche sopra il 60 per cento, nelle sezioni centrali delle grandi città. Decisamente più bassa, spesso sotto il 20 per cento, in quelle di periferia. È il rapporto che c'è ad esempio tra lo Zen e viale Libertà a Palermo.

O a Catania tra il Borgo, corso Italia e viale XX settembre da una parte (tutte sezioni con affluenza superiore al 60 per cento e percentuali di “No” oltre il 70) e i quartieri San Cristoforo (sezione 68 della scuola Livio Tempesta: affluenza al 14%, “No” al 67%), Librino (sezione 278, viale Bummacaro: affluenza al 17,9%, “No” al 65%), Villaggio Sant'Agata (sezione 278, scuola Pestalozzi: affluenza al 21%, “No” al 69%). Solo per citare alcuni casi. Nelle zone dove storicamente il voto è maggiormente controllato, stavolta la macchina dei partiti non ha inciso. Come peraltro ammesso, rigorosamente a microfoni spenti, da diversi esponenti della maggioranza di centrodestra che non si è spesa nella campagna referendaria con lo stesso impeto di altre competizioni elettorali.

Il risultato è stato una grande sorpresa per molti. Non per chi le antenne sul territorio non le stacca mai. «Sarà una vittoria schiacciante del No», aveva pronosticato informalmente uno dei big del centrodestra a Catania pochi giorni prima del voto. La Sicilia, dopo la Campania, è la Regione d'Italia dove lo scarto per il “No” è più ampio: +6 per cento rispetto al risultato nazionale. Una vittoria più larga che nelle "rosse" Toscana ed Emilia Romagna. Nessuna provincia ha fatto eccezione: guida quella di Palermo (65%), seguono Enna, Siracusa e Ragusa (62%), poi Agrigento e Catania (60%), Trapani (59%), e infine Messina e Caltanissetta (56%). Nelle tre maggiori città - Palermo, Catania e Messina - il “No” registra tre punti percentuali in più del rispettivo dato provinciale. E Palermo, in particolare, con il 68,9 per cento per il “No” sale sul podio nazionale dei capoluoghi, preceduto solo da Napoli e seguito da Bologna. Ma i record assoluti si devono andare a pescare nei piccoli Comuni: a Cassaro, in provincia di Siracusa, l'81 per cento dei votanti ha messo una X sul “No”. Sopra il 70 per cento anche Priolo, Sambuca di Sicilia, Bivona, San Cono e Casalvecchio Siculo. Solo in 51 Comuni sui 391 complessivi dell'Isola ha prevalso il “Sì”, appena il 13 per cento. Tra gli altri ci sono Maletto, Maniace e Mazzarrone nel Catanese, ma anche Niscemi, Acate e Pachino. Più della metà, 27, sono in provincia di Messina. Curiosità: a Roccella Valdemone, nel Messinese, si è raggiunta la perfetta parità: nell'unica sezione del piccolo paese i “Sì” sono stati 89, esattamente tanti quanti i “No”. Pareggio anche a Gallodoro, sempre nel Messinese, 57 voti per entrambi gli schieramenti.

Sempre più giù l'affluenza: il dato definitivo dice che in Sicilia ha votato solo il 46,16 per cento degli aventi diritto, la performance peggiore d'Italia e mezzo milione in meno rispetto alle Politiche del 2022. Record negativo per Lampedusa e Linosa: l’affluenza al 26,9% è la più bassa a livello nazionale. E anche qui si nasconde un piccolo indizio utile alla lettura dei risultati: la provincia dove si è votato di più è Messina, con il 49,25% di affluenza, la stessa dove il “Sì” si è difeso meglio.