Schieramenti
Dimissioni Delmastro-Bartolozzi, le reazioni da Renzi a Conte. E adesso c'è chiede la "testa" di Santanchè
Avversari affidano ai social i loro commenti sulle dimissioni del sottosegretario e del capo di gabinetto del Ministero della Giustizia
Il più tagliente di tutti è il leader di Italia Viva Matteo Renzi: «Un leader si assume le responsabilità e si dimette. Una influencer fa dimettere i sottosegretari». Così l'avversario politico per eccellenza di Giorgia Meloni commenta su X le dimissioni del capo di gabinetto del ministero della giustizia Giusy Bartolozzi e del sottosegretario Andrea Delmastro.
L'ex premier e presidente del M5S Giuseppe Conte va oltre e chiede la testa anche del ministro del turismo Daniela Santanchè. «Dopo il travolgente voto popolare di oltre 14 milioni di italiani Meloni si è dovuta arrendere. Le dimissioni di Delmastro erano assolutamente necessarie e per questo il M5S aveva presentato nei giorni scorsi una mozione di revoca. Il danno arrecato al prestigio della massima Istituzione di governo è stato pesantissimo», scrive sui social Conte. «Si sciolgono come neve al sole le chiacchiere della premier su complotti e manine: alcuni quotidiani hanno semplicemente osato fare il proprio mestiere, pubblicando le notizie e le immagini che comprovavano gli affari di Delmastro e di tre dirigenti di Fratelli d’Italia in società con la famiglia di un prestanome del clan Senese. L’elenco degli orrori non è finito. L’impatto di questo travolgente voto popolare riuscirà a far dimettere anche la Ministra Santanchè?».
«Arrivano le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi; necessarie, doverose e tardive». Così il leader di Azione Carlo Calenda.
«Meglio tardi che mai. Uno dei ministeri chiave è stato azzerato, è in corso un terremoto politico nel governo, è assolutamente necessario che Giorgia Meloni venga subito in Parlamento a riferire. La premier non può scappare dall’aula, fa dimettere mezzo governo per non dimettersi lei stessa», dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva. «Entrambi avrebbero dovuto fare un passo indietro molto prima per il bene del Paese, semplicemente perché inadeguati al ruolo, come hanno più volte dimostrato, dal caso Cospito, ad Almasri, allo sparo di Capodanno. Ora aspettiamo che Delmastro, da semplice deputato, venga in commissione Antimafia a chiarire la vicenda del ristorante di Roma di cui è stato socio», aggiunge Paita.
«Le necessarie e doverose dimissioni di Delmastro dal ministero di Grazia e Giustizia arrivano con imperdonabile ritardo», afferma Nicola Fratoianni di AVS. «Devono essere chiariti ancora molti aspetti, e vedremo - prosegue il leader rossoverde - nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno. Intanto - conclude Fratoianni - accogliamo le dimissioni sue e della capo di gabinetto del ministro di Grazia e Giustizia Bartolozzi come una buona notizia». Gli fa eco il collega Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
«Sono stati gli italiani, con il loro voto, a mandare a casa Delmastro e Bartolozzi. Giorgia Meloni in questi mesi ha difeso gli impuniti: un sottosegretario condannato per rivelazione di segreti d’ufficio che ha continuato a esercitare le sue funzioni e che, non soddisfatto, apriva società con persone legate alla camorra. Se non ci fosse stata la valanga di No, Delmastro e Bartolozzi sarebbero ancora al loro posto. Altro che "non ha fatto nulla di scorretto": Delmastro è stato condannato per rivelazione di segreti d’ufficio e ha fatto società con soggetti legati alla camorra. Ora aspettiamo le dimissioni della ministra Santanchè, rinviata a giudizio per truffa ai danni dello Stato», dice Bonelli.