Amministrative 2026
Centrodestra messinese in crisi dopo il referendum: Siracusano in bilico e confronto a fuoco sui quartieri
Crisi di nervi nella coalizione dopo il flop: la parlamentare forzista pronta a fare un passo indietro dopo l'impegno per il Sì, Genovese in rivendicazione delle circoscrizioni con minacce di liste separate
Crisi di nervi nel centrodestra messinese dopo il risultato del referendum. Il tavolo convocato dal centrodestra subito dopo l'esito del voto ha mostrato una coalizione dilaniata dai conflitti interni e sull'orlo di esplodere sulla composizione delle liste. A fare un passo indietro, secondo molti nelle retrovie del centrodestra, sarebbe in primis Matilde Siracusano. La parlamentare di Fi si è spesa in prima persona a favore del Sì. E dopo il flop, avrebbe deciso di non candidarsi più come capolista di Fi al Consiglio comunale. Un fuggi fuggi che non si limiterebbe alle liste per il consiglio.
A tenere in bilico la tenuta della coalizione ci sarebbe, infatti, la composizione delle liste ai quartieri. Il braccio di ferro di Francantonio Genovese col resto della coalizione starebbe, infatti, tenendo tutti col fiato sospeso. Secondo alcuni bene informati, Genovese avrebbe chiesto per sé la presidenza della V, della VII e della II circoscrizione, minacciando, altrimenti, di formare liste separatamente al resto della coalizione. Intanto, la coalizione compatta prova a deviare l’attenzione attaccando Cateno De Luca: «È estremamente grave che chi ricopra un incarico istituzionale, e dovrebbe avere a cuore la partecipazione democratica, rivendichi pubblicamente di non essersi recato a votare per un referendum costituzionale così importante come quello sulla giustizia», così si legge in una nota firmata dai segretari regionali dei partiti di Centrodestra. Ad attaccare De Luca a pochi minuti dall'esito del voto referendario, anche il segretario provinciale del Pd, Armando Hyerace: «Sud Chiama Nord si è sottratta al confronto, confermando un approccio ondivago e fumoso che caratterizza da tempo Cateno De Luca. Una lineapolitica che non è casuale, ma funzionale: serve a consentirgli di posizionarsi - o riposizionarsi - di volta in volta, dove ritiene gli convenga di più.»
«Avrei avuto mille motivi per indossare la maglietta e andare contro i magistrati, ma legittimare una parte politica non mi andava: questa riforma è una puttanata, i problemi della giustizia, che io ho vissuto sulla mia carne, non erano neanche sfiorati», ha dunque spiegato De Luca in uno dei suoi video. Intanto a tentare di tenere salda la coalizione è Nino Germanà, segretario regionale della Lega: «È chiaro che serve un chiarimento politico tra i partiti della coalizione di centrodestra. Senza analizzare questa sconfitta e metterla a frutto rischiamo di andare a sbattere.» Intanto il prossimo voto, almeno a Messina, è alle porte.