I dati
A una porta di distanza plebiscito per il No e una delle poche vittorie del Sì, viaggio nella geografia del voto a Catania
La Dusmet di via Plaia fotografa com’è difficile capire l’elettorato. Dal centro alle periferie, sono solo tre le sezioni in controtendenza rispetto alla vittoria del No
Che a Catania si sarebbe sfiorato il 64 per cento di voti “No” al referendum sulla magistratura lo aveva previsto chi la politica sul territorio la fa da decenni. «Se vince il sì è per pochissimo - diceva un esponente di spicco della politica cittadina - Più probabilmente stravince il no». E lo diceva quando, domenica pomeriggio, anche i più esperti commentatori brancolavano nel buio: un’affluenza così alta era inattesa, scompaginava tutte le carte, rendeva difficile ogni analisi. Non quella di chi nei quartieri popolari cittadini ci è nato e cresciuto. La radio su cui era giusto sintonizzarsi era quella del malcontento dei catanesi.
A Catania città sono andate a votare 100.198 persone. Un’affluenza pari al 42,42 per cento degli aventi diritto. Nelle 336 sezioni complessive, sono state 33 (poco meno del dieci per cento) quelle in cui i votanti per il “No” sono stati più del 70 per cento. Al di là della sezione 334, quella dell’ospedale San Marco di viale Carlo Azeglio Ciampi, dove su 23 votanti 19 hanno deciso per il “No”, consegnando ai posteri la percentuale dell’82,61 per cento, un risultato simile si è ottenuto anche in un seggio “normale”. Sezione 298, istituto comprensivo Diaz-Manzoni: affluenza bassa (32,95 per cento), tre schede nulle, una scheda bianca e poi l’81,17 per cento delle preferenze contrarie alla riforma costituzionale della magistratura. È centro storico, certo. Proprio per questo è, quantomeno, un seggio eterogeneo per profilo dei votanti.
Quanto riesca a essere diverso, e diviso, il corpo elettorale nei rioni popolari lo dimostrano le sezioni 71 e 72, una stanza accanto all’altra all’Istituto comprensivo Cardinale Dusmet di via Plaia 193, pochi passi dal Tondicello e da via della Concordi. La sezione 71, con affluenza al 17,60 per cento (bassa, è chiaro), consegna al “No” la percentuale bulgara del 72,41 per cento. Alla porta a fianco, nella sezione 72, l’affluenza si ferma ancora più giù, al 16,46 per cento: è uno dei tre seggi della città di Catania in cui abbia vinto il “Sì”, con il 51,15 per cento dei votanti a favore della modifica della Costituzione proposta dal governo a trazione Fratelli d’Italia.
Nello spazio di pochi metri, una fotografia sociale: il voto quasi inesistente (a meno che non si tratti di elezioni amministrative) e l’espressione della polarizzazione. O meglio, come ha detto qualcun altro che la politica la conosce per averla fatta proprio nel capoluogo etneo: «Il segno che anche i partiti hanno perso il polso del territorio, il contatto con le persone». Nel senso: anche i partiti storicamente più radicati nei quartieri popolari.
Come detto, solo in tre dei seggi cittadini il “Sì” ha prevalso sul “No”. Detto di via Plaia, per trovare un altro seggio a prevalenza del “Sì” bisogna spostarsi all’istituto comprensivo Cesare Battisti di via della Concordia 139, sezione 75: affluenza al 25,19, tre schede nulle, una scheda bianca e il 64,19 per cento delle preferenze dalla parte del centrodestra. L’ultimo seggio in controtendenza è in un altro quartiere popolare, dove l’affluenza sale ancora di un filo. Istituto comprensivo Vitaliano Brancati, strada Cravone 10, il 27,52 per cento degli aventi diritto andati al voto. Risultato? Il 65,15 per cento delle preferenze per il “Sì” (e due schede nulle).
La maglia nera dell’affluenza tocca alla sezione 68, ancora una zona popolare: si trova all’istituto comprensivo Rita Atria di via Gramignani 97, fra via Mulino a vento e via Plebiscito. Lì si sono presentate alle urne appena il 14,25 per cento delle persone aventi diritto. Il dato più basso dell’intero capoluogo etneo. A fargli da contraltare c’è, invece, il dato più alto: la sezione 149 del circolo didattico Giovanni Verga di via Giuseppe Macherione 18 (un po’ via Giacomo Leopardi, un po’ Picanello) affluenza al 69,35 per cento, con il “No” al 57,31 per cento sui 525 votanti.
