English Version Translated by Ai
25 marzo 2026 - Aggiornato alle 19:48
×

Politica

Ragusa, Massari (Rg Prossima) analizza l'esito del voto referendario in città e nel resto della provincia

"Che cosa è cambiato in questa consultazione rispetto a quelle precedenti? Ci sono almeno due motivi che hanno spinto molta gente a votare no"

25 Marzo 2026, 17:34

17:41

Ragusa, Massari (Rg Prossima) analizza l'esito del voto referendario in città e nel resto della provincia

Giorgio Massari fondatore di Ragusa Prossima

Seguici su

Giorgio Massari, fondatore di Ragusa Prossima, legge l’esito del recente referendum come uno snodo politico e civile di grande rilievo.

“Qual era il vero oggetto del voto?” “Perché gli italiani, soprattutto i più giovani, sono tornati alle urne con un’affluenza così alta rispetto alle ultime consultazioni?” “E com’è possibile che una riforma costituzionale dal forte tasso di tecnicismo abbia riacceso la passione democratica del Paese?”, si domanda.

Secondo Massari, la natura stessa del voto referendario spiega in parte il fenomeno. “I politologi lo definiscono un voto di 'lusso' perché meno condizionato dalle appartenenze e dalle reti clientelari, dunque più libero. Un lusso di cui si può godere ogni tanto.”

Perché, allora, gli italiani si sono concessi il “lusso” di respingere la riforma? “Per una somma di ragioni, che si sono rafforzate vicendevolmente e che hanno prodotto un esito non scontato durante la campagna.”

Il primo fattore, osserva, risiede nel rapporto profondo tra cittadini e Carta fondamentale. “La nostra Costituzione, democratica e antifascista, è un sistema organico di principi, valori, istituzioni e pesi e contrappesi in cui gli italiani si riconoscono e che non intendono vedere deturpato da interventi inutili, oscuri e invasivi. Le revisioni costituzionali, aggiunge, dovrebbero rappresentare l’attuazione del disegno dei Costituenti e andrebbero approvate con maggioranze dei due terzi, soprattutto quando toccano organi di garanzia.”

Il secondo motivo riguarda il merito del quesito. “Il referendum non aveva nulla a che fare con il miglioramento della giustizia nell’organizzazione, nel personale o nella celerità dei processi. La stragrande maggioranza degli italiani l’ha compreso e si è espressa di conseguenza.”

Da qui, prosegue, la politicizzazione del voto: “Quando la sostanza manca, prevale inevitabilmente la mobilitazione di parte.”

C’è poi un messaggio diretto al governo di centrodestra, ormai vicino alla conclusione naturale della legislatura e ampiamente non rispondente ai bisogni del Paese. Un segnale, sottolinea Massari, recapitato non soltanto dall’arcipelago di soggetti ostili all’esecutivo, “ma da elettori che alle ultime politiche hanno scelto il centrodestra e ora hanno votato per la 'sconferma' nel referendum”. Un andamento confermato, afferma, dall’analisi dei flussi realizzata da Opinio Italia.

Massari evidenzia inoltre la dinamica territoriale del voto. “Nel Mezzogiorno l’affluenza è stata più bassa che al Centro-Nord, e in Sicilia la più contenuta d’Italia; eppure proprio in Sicilia si sono registrate le percentuali più alte di NO.” Un dato che, a suo giudizio, denuncia “la scarsa capacità della classe politica di centrodestra, dal presidente di Regione ai parlamentari, fino a sindaci e consiglieri, di attivare un voto d’opinione e una vera mobilitazione politica e culturale”.

Il quadro locale conferma la tendenza. “A Ragusa l’altissima percentuale di NO rafforza questa lettura e segnala l’espansione di un’area civica e associativa che si colloca, per ragioni ideali e programmatiche, distinta e distante dai partiti del centrodestra.”

Un tessuto che, conclude, vede protagonisti soprattutto i giovani. “Come Ragusa Prossima siamo orgogliosi di aver contribuito, insieme a molte realtà della società civile e a diverse forze politiche, a un risultato che ha esaltato la partecipazione e rinsaldato l’identificazione di tanti cittadini nella democrazia.”