Precauzione
Prof accoltellata a scuola, "Subito una norma anti-coltelli"
Il ministro Valditara rilancia il decreto con divieto di vendita di lame ai minorenni, multe per i genitori e l'uso di metal detector, ma il testo è rallentato da 1.215 emendamenti
Le coltellate inferte stamattina da un tredicenne di terza media alla professoressa di francese riaccendono i riflettori sulla diffusione di armi tra i minorenni e spingono il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a rilanciare i provvedimenti previsti dal nuovo decreto sicurezza, approvato a inizio febbraio dal Consiglio dei ministri e ora al vaglio della Commissione Affari costituzionali del Senato, inondato da oltre mille emendamenti.
«Quanto accaduto all’Istituto comprensivo di Trescore Balneario è un fatto di una gravità sconvolgente» afferma Valditara sottolineando che l’episodio dimostra la necessità di «approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani».
Per Valditara si tratta di «misure necessarie da accompagnare a quelle già avviate nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica».
Le parole del ministro hanno sollevato ben presto reazioni. «Forse ha dimenticato che i decreti sono immediatamente applicati e le disposizioni sono già in vigore da alcune settimane ma si sono purtroppo rivelate inefficaci per prevenire vicende drammatiche» tuona il senatore Andrea Giorgis, capogruppo del Pd nella Commissione Affari costituzionali.
Duro anche il segretario di Radicali Italiani, Filippo Blengino, che parla di «sciacallaggio». Sulla stessa linea il presidente dell’associazione Antigone, Patrizio Gonnella: «Di fronte al ragazzino che accoltella un’insegnante è volgare, disonesto, inutile, ingiusto sollecitare nuove norme penali contro la criminalità minorile».
E mentre i presidi dell’Anp, considerando l'episodio un «segnale allarmante», chiedono di «rafforzare le azioni educative e preventive», intervengono anche i vescovi della Cei che considerano le norme «importanti ma il tema fondamentale è la educazione».
A schierarsi con Valditara Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati: «Il decreto sicurezza approvato dal Governo, con la stretta sul porto di coltelli, è una risposta necessaria da convertire in legge il prima possibile» scrive su X.
Tra le novità del decreto ci sono le cosiddette norme "anti maranza" che introducono una stretta sul porto di coltelli, il divieto di vendita di lame agli under 18 (anche sul web) e multe per i genitori che non vigilano.
Approvato a inizio febbraio dal Consiglio dei ministri, il provvedimento è attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato.
Sono 1.215 gli emendamenti presentati (1.073 delle opposizioni e 127 del centrodestra compresi quattro unitari) che potrebbero rallentarne la 'marcià. Presumibilmente la prossima settimana ci sarà una prima scrematura delle modifiche perché si deciderà quali dichiarare inammissibili. Le votazioni, invece, potrebbero cominciare dopo Pasqua, visto che la prossima settimana il Parlamento si fermerà per le festività. Il decreto è comunque atteso in Aula il 15 aprile. Deve essere convertito in legge entro il 25 aprile e, prima, è necessario avere l’ok della Camera.
Intanto, per prevenire episodi violenti nelle scuole, nelle scorse settimane i ministri Valditara e Piantedosi hanno firmato anche una circolare che prevede l’uso dei metal detector negli istituti.