Giustizia
Dimissioni, si apre la "successione" in via Arenula: su quali nomi si punta per sostituire Delmastro e Bartolozzi
Il ministro Nordio parlando alla Camera ha ringraziato la sua ex capo di Gabinetto affermando che si procederà ad un'imminente sostituzione
È scuro in volto Carlo Nordio quando alla Camera, nel ringraziare Giusi Bartolozzi per il suo lavoro, annuncia: «provvederemo quanto prima alla sua sostituzione». Una frase che apre ufficialmente la corsa alla successione su due delle poltrone più potenti di via Arenula dopo quella del ministro: capo di gabinetto e sottosegretario.
Per il rimpiazzo di Andrea Delmastro, che aveva la delega al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e alla polizia penitenziaria, al ministero gira più di un nome: il più accreditato è quello di Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia, nota per le sue posizioni decise sulla sicurezza. La parlamentare, 47 anni e originaria della provincia di Latina, è avvocato e da quasi tre anni responsabile del dipartimento immigrazione di FdI. Nel corso della campagna referendaria, Kelany aveva criticato quei magistrati autori di ordinanze dal "sapore fortemente ideologico" in tema di migranti. Da alcune suggestioni giornalistiche è apparso anche il nome di Annalisa Imparato, magistrata campana e front woman della propaganda del Sì, ma questa ipotesi negli uffici del ministero sembra meno realistica.
Resta l’altra partita, non meno importante. Dopo le dimissioni della capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, il suo vicario Vittorio Corasaniti ne ha assunto temporaneamente le deleghe. Già giudice al tribunale di Grosseto e a quello di Avezzano, Corasaniti è stato capo segreteria di Francesco Paolo Sisto da aprile 2021 a ottobre 2022, ai tempi in cui l’attuale vice ministro - in quota Forza Italia - era sottosegretario.
Con il passare delle ore però appare sempre più evidente che a sostituire Bartolozzi non sarà il suo vice: il magistrato è considerato troppo vicino a lei così come l’altra vice, Anna Chiara Fasano, più giovane.
Tra i nomi più accreditati che circolano a via Arenula c'è invece quello di Antonio Mura, magistrato in pensione e attuale capo dell’ufficio legislativo del ministero. Dal 2014 al 2017 Mura ha ricoperto il ruolo di capo del dipartimento per gli affari di giustizia mentre nel 2022 è stato procuratore generale della Repubblica alla Corte d’appello di Roma. Mura è considerato a via Arenula una figura «dallo standing ministeriale alto», per qualcuno anche un papabile ministro nei prossimi anni, anche se più idoneo all’interno di un governo tecnico in quanto - almeno al momento - lontano dalle bandiere di partito. Una collocazione di Mura come capo di gabinetto porrebbe però il problema di come coprire poi il posto lasciato vuoto alla dirigenza dell’ufficio legislativo, che svolge un ruolo importante e delicato.
L’ufficializzazione dei nomi, qualsiasi essi siano, arriverà probabilmente la prossima settimana, quando dovrebbe tenersi una riunione anche con i vertici del governo, per decidere sulla ristrutturazione del ministero e sulla linea da portare avanti per i temi che lo riguarderanno fino al termine della legislatura. All’orizzonte c'è l’idea di puntare a piccole riforme che portino ad un efficientamento del sistema Giustizia.