Attualità
Il consigliere comunale Salvatore Milana
Il Comune di Ispica resta in stallo nonostante un quadro finanziario estremamente critico: dissesto, assenza di strumenti di programmazione e personale part-time lasciato senza adeguate integrazioni orarie.
A denunciarlo è il consigliere comunale Salvatore Milana, che richiama l’attenzione sulla condizione dei dipendenti dell’ente e invita l’amministrazione a seguire l’esempio di realtà più virtuose.
Tra queste, Rosolini, che pur condividendo le medesime difficoltà di Ispica — dissesto, mancanza di pianificazione e risorse umane sottoutilizzate — ha imboccato una direzione diversa. Con una recente determina, l’amministrazione rosolinese ha incrementato temporaneamente l’orario dei lavoratori part-time per attuare progetti finalizzati ad aumentare le entrate comunali: una misura semplice, legittima e orientata al risanamento.
A Ispica, invece, nulla si muove. “Ritengo che sia indispensabile che la prossima amministrazione assuma come primo impegno quello di occuparsi della stabilizzazione definitiva del personale, vera e definitiva soluzione del problema. Ma, nel frattempo, è grave – dichiara il consigliere comunale Salvatore Milana – che la attuale amministrazione non sia nemmeno capace di prendere esempio da realtà vicine che vivono le stesse difficoltà ma che, a differenza nostra, scelgono di agire. Qui non solo manca una visione, manca perfino la volontà di copiare ciò che funziona”.
Lo scarto appare netto: da un lato chi prova a rimettere in moto la macchina amministrativa valorizzando il personale e puntando su maggiori entrate; dall’altro chi mantiene i lavoratori in una precarietà strutturale, senza integrazioni orarie e senza prospettive.
“Viene il dubbio – prosegue Milana – che questo immobilismo non sia casuale. Tenere decine di lavoratori in uno stato di bisogno permanente può diventare uno strumento politico: promesse da tirare fuori al momento opportuno, magari sotto elezioni, quando serve consenso”.
Un atto di accusa pesante, fondato però su elementi concreti: anni di inattività, mancanza di programmazione finanziaria e incapacità di adottare soluzioni già sperimentate altrove.
“L’amministrazione di Ispica deve spiegare ai cittadini e ai lavoratori perché non si interviene. Perché non si adottano misure che potrebbero migliorare i servizi, aumentare le entrate e dare dignità ai dipendenti. Il tempo delle scuse è finito”.
Milana annuncia infine che porterà formalmente la proposta in Consiglio comunale, chiedendo l’adozione anche a Ispica di un modello operativo analogo a quello di Rosolini. “Non servono miracoli – conclude – basta copiare chi ha già iniziato a fare ciò che noi continuiamo a rimandare”.
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