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politica

Forza Italia cambia pelle: perché dietro la staffetta Gasparri - Craxi c'è la "Dottrina Marina"

La figlia del Cav accelera sul ricambio della classe dirigente puntando su una destra moderna, liberale e pro-europea con aperture al centro (e a Calenda)

26 Marzo 2026, 18:43

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Forza Italia cambia pelle: perché dietro la staffetta Gasparri- Craxi c'è la "Dottrina Marina"

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Non una semplice staffetta istituzionale, ma un passaggio di fase: così viene letto nei corridoi azzurri il cambio di guardia al Senato, interpretato come l’applicazione concreta della cosiddetta “Dottrina Marina”.

L’elezione di Stefania Craxi a nuova capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama, in sostituzione del dimissionario Maurizio Gasparri, reca con sé un segnale politico inequivocabile.

Dietro la mossa parlamentare si intravede la visione di Marina Berlusconi, che da tempo sollecita un profondo rinnovamento e una “maggiore apertura della classe dirigente”. La presidente di Fininvest evita incursioni dirette nelle dinamiche operative, preferendo assumere il ruolo di bussola ideale e culturale. Ambienti a lei vicini precisano che l’iniziativa per la designazione di Craxi è maturata integralmente all’interno del gruppo a Palazzo Madama, fugando l’ipotesi di indicazioni esterne e tranquillizzando l’ala più autonomista del partito.

Resta, tuttavia, il peso della sua tempestiva sottolineatura della “grande stima” nei confronti della neo-capogruppo: una benedizione politica che orienta il nuovo corso. Quanto alle priorità per il futuro degli azzurri, al centro c’è la volontà di trasformare il ricambio da parola d’ordine a metodo strutturale. L’impostazione voluta da Marina punta ad aprire realmente le porte della forza politica a figure con competenze riconosciute, valorizzando i talenti dei territori e le professionalità cresciute al di fuori degli apparati tradizionali.

Si chiede una selezione della classe dirigente più trasparente e contendibile, un impulso riformatore condiviso appieno anche dal fratello Pier Silvio. Sul terreno del posizionamento, le preferenze di Marina disegnano un approdo netto: costruire una destra moderna, autenticamente liberale, laica e garantista.

La scelta di Stefania Craxi, forte di una rete internazionale consolidata e della presidenza della Commissione Esteri, incarna quell’anima liberal-europeista chiamata a caratterizzare la delicata fase post-Silvio, con l’obiettivo di presidiare con autorevolezza i dossier su impresa, competitività e diritti di cittadinanza.

In questa prospettiva di ampliamento, la traiettoria ispirata da Marina Berlusconi guarda con pragmatismo al centro riformista. La primogenita del Cavaliere incoraggia un confronto sui contenuti con l’area liberal-democratica, fino a ipotizzare convergenze puntuali con forze affini come l’area di Carlo Calenda. Il traguardo evocato è una “modernizzazione ordinata”: rassicurare gli alleati di governo e i partner del PPE, costruendo al contempo un partito-ponte capace di allargare il perimetro del consenso e attrarre l’elettorato moderato.