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26 marzo 2026 - Aggiornato alle 20:35
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La Regione ricompra i 30 immobili venduti da Cuffaro nel 2007. Dagnino: «Alcuni sono strategici e li terremo, per gli altri valuteremo»

Si chiude un'operazione che è costata in vent'anni alle casse regionali oltre 400 milioni di euro. Sul futuro dei beni - sedi di assessorati e uffici pubblici - si apre un ventaglio di opzioni

26 Marzo 2026, 20:35

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Un Cuffaro vende, un altro Cuffaro ricompra. Si chiude dopo vent'anni una delle operazioni di finanza creativa che maggiormente hanno danneggiato le casse della Regione siciliana. Nel 2007 il governo di Totò Cuffaro vende 30 immobili di proprietà regionale e sede di vari uffici pubblici a un fondo privato. Il giorno dopo li riaffitta. Ne ottiene una liquidità immediata di 222 milioni e in cambio condanna l'ente a pagare affitti per una ventina di milioni di euro all'anno. In totale la spesa per ospitare i vari uffici è stata fino ad oggi di 350 milioni. Adesso il governo Schifani mette la parola fine a questa storia. E, paradosso nel paradosso, a firmare l'acquisizione degli immobili è il fratello di Totò, Silvio Cuffaro, dirigente generale del dipartimento regionale delle Finanze. 

Dopo anni di tentativi vani, in questi giorni la Regione ha chiuso l'operazione (come anticipato dal Giornale di Sicilia), investendo 68,5 milioni di euro per comprare il 65 per cento delle quote del FiprsFondo Immobiliare Pubblico Regione Siciliana, cioè il fondo pubblico-privato a cui nel 2007 Cuffaro vendette gli immobili. La Regione ne era già socia per il 35 per cento. La restante parte è stata fino a oggi in mano a tre banche: Intesa, Unicredit e la francese Natixis. A loro, oggi, vengono versati i 68,5 milioni stanziati nella Legge di stabilità 2026-2028 approvata lo scorso gennaio. 

In sintesi: la Regione nel 2007 incassa 222 milioni per la vendita di 30 immobili. Per continuare a utilizzarli in questi 19 anni e per riprenderseli ne sborsa 420 di milioni. Per perfezionare l'acquisto il governo regionale si è avvalso del supporto legale della Bip Law & Tax (costato poco più di 34mila euro) e della due diligence economico-finanziaria della Praxi spa (pagata 61mila euro). Così la Regione torna in possesso di trenta immobili.

Operazione che viene valutata positivamente anche dall'opposizione. «Averli riacquisiti è un atto di buona amministrazione che finalmente mette una toppa sull'operazione ardita di finanza creativa di vent'anni fa», riconosce Antonello Cracolici, deputato regionale del Pd. «Resta da valutare in quali condizioni si trovano questi immobili - aggiunge - Su molti servirà investire perché negli anni non è stata fatta manutenzione adeguata e alcuni sono in pessimo stato».

Cosa farà adesso la Regione? «Le opzioni sono diverse - spiega a La Sicilia l'assessore all'Economia Alessandro Dagnino - Valuteremo quali immobili hanno carattere strategico e quali no. I primi - penso ad esempio alle sedi degli assessorati, dell'Esa o della Corte dei Conti - potranno essere tenuti nel Fondo che ormai è al 100 per cento pubblico, o addirittura traslati direttamente al patrimonio regionale. Per gli altri si aprono varie possibilità: la cessione, il mantenimento degli affitti da parte degli enti che li usano, o operazioni di rigenerazione urbana. Affronteremo caso per caso, adesso siamo liberi di decidere». 

Ecco dove sono i 30 immobili.

Quattro sono a Cataniale Officine dell'Esa, la sede della facoltà di Agraria in via Valdisavoia, i laboratori Esa di via Passo Gravina e la sede centrale dell'Asp in via Santa Maria La Grande.

Quindici sono a Palermo: le sedi dell'assessorato all'Agricoltura di via Holm, assessorato Ambiente di via Ugo la Malfa, l'Esa di via Libertà, l'immobile attualmente sfitto di via Zandonai, la sede della protezione civile in via Abela, la sede dell'Asp in via Tindari e quella in via Mariano Stabile, le officine Esa in corso dei Mille, l'istituto regionale Vite e vino in via Libertà, la sede dell'assessorato Infrastrutture in via Leonardo da Vinci, l'assessorato Sanità in piazza Ottavio Ziino, l'assessorato alla Famiglia in via Trinacria e tre immobili in via Notarbartolo che ospitano attualmente la Corte dei Conti, l'assessorato al Turismo e quello all'Economia. 

A Siracusa vengono riacquistati quattro immobili che ospitano uffici della locale Asp: la sede centrale, quelle di viale Tica, di viale Epipoli e di via Bufardeci. A Priolo la sede del Ciapi. A Ragusa la sede della protezione civile in via Grandi. Ad Agrigento l'ispettorato Agricoltura. A Trapani le sedi della Condotta agraria e della Motorizzazione. A Caltanissetta, infine, il distretto minerario.