Reazioni
Sigonella, dal "noi lo avevamo detto" del M5S alle mobilitazioni del Pd le polemiche sul divieto di Crosetto
Le opposizioni plaudono alla scelta ma chiedono al Governo chiarimenti sul presunto coinvolgimento della base da parte degli Usa
Il divieto del Ministero della Difesa italiano di utilizzare la base di Sigonella per l’atterraggio di bombardieri e di successivi voli di partenza, sta provocando una serie di reazioni. Il plauso anche dei partiti di opposizione per la scelta ma anche la richiesta di chiarimenti al Governo Meloni su quanto sta succedendo.
«Se fosse confermato che gli Usa non hanno fatto richiesta di autorizzazione all’Italia per il transito a Sigonella di velivoli Usa in missione di guerra in Iran - spiegano i capigruppo M5s - sarebbe molto grave. Sarebbe la dimostrazione che gli Stati Uniti di Trump ritengono di poter usare le basi italiane come vogliono, oltre i limiti imposti dagli stessi accordi bilaterali, contando sull'acquiescenza della sua amica Meloni. Doveroso lo stop di Crosetto».
I parlamentari ricordano inoltre di aver denunciato in passato «il transito di cacciabombardieri F-15 in assetto tattico, cioè da combattimento. Non si sa diretti dove, visto che le loro tracce radar si fermano a poca distanza dalla base siciliana. Quest’ultima evidenza - registrata da log e tracciati radar riportati sui siti di monitoraggio del traffico aereo - l'abbiamo portata anche in Aula con un’interpellanza urgente alla Difesa proprio venerdì, poche ore prima dello stop deciso da Crosetto. In quell'occasione la sottosegretaria Rauti aveva definito "fantasie"' le nostre denunce sulla base di una smentita ufficiale dell’Aeronautica Militare, di cui noi abbiamo preso atto ma che non capiamo come si possa conciliare con le evidenze che abbiamo riportato».
«Noi di M5s siamo stati i primi a denunciare il coinvolgimento di Sigonella nelle operazioni belliche americane. Poi c'è stata una smentita ufficiale dell’Aeronautica militare, di cui noi abbiamo preso atto ma che non capiamo come si possa conciliare con le evidenze che abbiamo riportato. Su questo chiediamo quindi ulteriori chiarimenti alla Difesa e soprattutto chiediamo a Crosetto di spiegare esattamente cos'è accaduto venerdì notte, se veramente non c'è stata nessuna richiesta di autorizzazione da parte Usa e di quali velivoli si trattava», dichiarano i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti.
«La decisione del governo su Sigonella conferma le preoccupazioni che, proprio sulla base siciliana, abbiamo avanzato in tutte queste settimane: gli USA vogliono utilizzare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente. Negare l'autorizzazione da parte dell'Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando USA. Il governo venga pertanto in Parlamento a raccogliere la volontà maggioritaria del popolo italiano, contrario all'utilizzo del nostro territorio per una guerra illegale che danneggia anche i nostri interessi strategici ed economici. Il Governo deve chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi, non basta chiederlo al regime iraniano, bisogna ottenere un immediato cessate il fuoco e porre fine a questa guerra illegale». Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.
«Alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore e delle dichiarazioni rese dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è necessario e urgente che il Governo riferisca con chiarezza in Parlamento su quanto sta realmente accadendo. Già in data 25 marzo avevamo formalmente richiesto un’informativa, evidenziando come, nella settimana precedente, si fossero verificate operazioni che lasciavano intendere un diretto coinvolgimento del nostro Paese in attività non riconducibili a mere funzioni logistiche o di supporto. A quanto apprendiamo oggi, anche grazie alle informazioni trasmesse dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, vi sarebbe stato un tentativo da parte degli Stati Uniti di utilizzare la base di Sigonella per operazioni a carattere offensivo, senza preventiva autorizzazione italiana. La decisione del ministro Crosetto di negare l’atterraggio rappresenta un fatto rilevante e corretto che conferma la fondatezza delle preoccupazioni sollevate nei giorni scorsi. Tuttavia, resta un quadro estremamente opaco e preoccupante, anche alla luce delle notizie relative all’utilizzo della base di Sigonella per attività di intelligence e supporto operativo in scenari di conflitto internazionale», afferma Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia e deputato dem. «La Sicilia è da sempre - conclude - luogo di incontro e mediazione tra i popoli del Mediterraneo, per questo siamo impegnati e torneremo a Sigonella per una grande mobilitazione alle forze sociali e sindacali a presidio e difesa della pace».
«Condividiamo la decisione del governo che, nel pieno rispetto dei trattati internazionali, ha negato l’uso della base di Sigonella a bombardieri statunitensi in missione operativa. L’Italia non è in guerra con l’Iran e non vuole entrarci ed è giusto che ogni decisione in deroga ai trattati vigenti debba essere approvata dal Parlamento". Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.
