VERSO IL VOTO
A Raffadali il Comune è ancora affare di famiglia: dopo lo zio sindaco, arriva la nipote Cuffaro
Silvio lascia dopo due mandati, Ida si candida con una lista civica. Il cognome più pesante della politica agrigentina torna a fare campagna elettorale
A Raffadali la carica di sindaco diventa un affare di famiglia. Nella città del Pistacchio Dop, che per produzione e diffusione cerca di togliere il titolo alla più “virale” Bronte, la poltrona più alta della politica locale, infatti, potrebbe passare da zio a nipote. E il cognome è di quelli dal pedigree: Cuffaro. Il sindaco uscente si chiama Silvio. È fratello di Totò, patron della Dc, e ha già svolto due mandati alla guida della città. Non potrà ricandidarsi non solo per la norma che impedisce il tris dei primi cittadini ma per la sua ineleggibilità in quanto dirigente regionale. La giovane rampolla, invece, si chiama Ida. Figlia di uno dei tre fratelli Cuffaro (Giuseppe, imprenditore dei trasporti) e nelle sue vene scorre sangue scudocrociato. «Quanto mi sei mancata! Non vedevo l’ora tornassi… Dc» scrive nel settembre 2022, a pochi giorni dall’elezione di Renato Schifani e dall’affermazione della Democrazia cristiana all’Ars, sotto la guida dello zio Totò. In campo però Ida scende con il civismo di una lista chiamata “Dalla vostra parte” che, comunque, è espressione dell’area di centrodestra che ha sostenuto il progetto di zio Silvio.
Lei, laureata in giurisprudenza e madre, la passione della politica l’ha coltivata in famiglia: candidata giovanissima alle Regionali del 2017, nel 2016 fu nominata coordinatrice comunale di Forza Italia Giovani a Raffadali. Peccati di gioventù, in anni in cui lo Scudocrociato era lontano dal risorgere e Silvio Cuffaro, di cui ha curato la comunicazione per 10 anni, militava stabilmente nel partito di Berlusconi.
L’annuncio della candidatura arriva proprio dai social, nel giorno in cui il nonno Raffaele Cuffaro – morto nel 2012 – avrebbe compiuto 100 anni. «Nel ricordo di quello che è stato per me, di quello che mi ha trasmesso ed insegnato oggi sono qui a presentarmi, a voi amici, in una nuova veste – scrive -. Mi conoscete come figlia, nipote, madre, moglie, volontaria oggi ho deciso di impiegare le mie energie, il mio tempo, il mio studio e le mie competenze al servizio di una comunità che mi ha vista crescere e che amo: Raffadali».
Perché la famiglia, prima di tutto.