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1 aprile 2026 - Aggiornato alle 17:17
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politica e giustizia

Il repulisti dentro Fratelli d'Italia, Galvagno: «Se me lo chiede il partito, mi dimetto»

Il presidente dell'Ars dice di non avere ancora ricevuto indicazioni, ma mette il suo futuro nelle mani del partito

01 Aprile 2026, 17:05

Elvira Amata e Gaetano Galvagno

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«Sono disposto a fare un passo indietro? Assolutamente , ci mancherebbe. Siamo persone di partito, quindi risponderemo se dovessimo essere chiamati in causa». Gaetano Galvagno mette il suo futuro nelle mani di Fratelli d'Italia.

Il repulisti generale che è scattato a Roma (e non solo) dopo il referendum sulla giustizia, con le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, del sottosegretario Andrea Delmastro e della capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, potrebbero sbloccare anche la situazione siciliana. Sull'isola tutti i partiti del centrodestra devono fare i conti con qualche indagato, o in alcuni casi arrestato, eccellente. Non fa eccezione Fratelli d'Italia dove l'assessora al Turismo Elvira Amata e lo stesso presidente dell'Ars sono finiti in guai giudiziari.

«Dopo il repulisti romano di Giorgia Meloni, non ho avuto indicazioni in alcun senso e non ho ricevuto nessun genere di invito», precisa Galvagno. Il commissario regionale di Fratelli d'Italia in Sicilia, Luca Sbardella, aveva detto che anche in Sicilia poteva essere applicato lo stesso criterio romano per gli indagati del partito cioè le dimissioni.

Per Galvagno, il 4 maggio comincerà il processo per corruzione, peculato e truffa, reati contestati dalla procura di Palermo; per l'assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, invece, sempre i pm palermitani hanno chiesto il rinvio a giudizio per corruzione e il gip si pronuncerà il 20 aprile. «La mia e quella della Amata però sono due fattispecie differenti - ha proseguito Galvagno - io rappresento il Parlamento, lei il governo regionale. In tutti i casi sento molto l'appartenenza a questo partito e quindi non avrei difficoltà alcuna di nessun genere».