La polemica
Torre Faro, la riqualificazione si sfalda: pavimentazione smantellata, commercianti in rivolta
La «tela di Penelope» dei cantieri: piastrelle appena messe e subito smantellate, lavori da 1.070.000 euro per mettere in sicurezza la zona mare, ma la consegna rischia di slittare
Non c’è pace per Torre Faro. I lavori per la riqualificazione del borgo marinaro diventano un caso e alimentano polemiche. Dopo i ritardi che hanno caratterizzato la fase iniziale dell’appalto da 2 milioni e 300 mila euro, si registra un nuovo intoppo. Negli ultimi giorni, infatti, una parte della pavimentazione recentemente completata lungo via Circuito è stata smantellata a causa di problemi tecnici emersi dopo la posa. L’intervento non sarebbe stato eseguito a “regola d’arte”, questo il motivo della scelta che appare paradossale. Il tratto interessato è quello che precede l’incrocio con via Nuova. Gli interventi erano stati praticamente ultimati e mancava solo la collocazione dell’arredo urbano. Secondo il Comune, però, l’intoppo non dovrebbe incidere sui tempi di consegna. La situazione viene comunque paragonata alla celebre “tela di Penelope”, simbolo di un’opera continuamente fatta e disfatta. Tra residenti e commercianti cresce, però, il timore che i lavori possano protrarsi ancora a lungo, rendendo difficile, se non improbabile, il completamento entro l’estate. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le attività economiche, già messe a dura prova da mesi di disagi legati alla presenza del cantiere, tra accessi limitati, riduzione del flusso di clienti e continui cambiamenti nella viabilità. Se da un lato le difficoltà possono essere considerate inevitabili nell’ambito di un intervento di riqualificazione di ampia portata, dall’altro sorprende e preoccupa la necessità di intervenire nuovamente su lavori appena conclusi. Torre Faro da mesi è un grande cantiere. A breve dovrebbe partire anche l’intervento per mettere in sicurezza l’area lato mare di piazza dell’Angelo e affrontare le criticità strutturali: fenomeni di dissesto che hanno determinato condizioni di instabilità e degrado tali da compromettere la funzionalità e la sicurezza delle opere esistenti.
Palazzo Zanca ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione per un importo complessivo di 1 milione e 70 mila euro. La soluzione individuata prevede lavorazioni specialistiche, tra cui il consolidamento geomorfologico e idraulico con paratie, impermeabilizzazioni e sistemi di chiodatura.