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2 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:30
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la faida

Pd, il ricorso contro Barbagallo tra aule di giustizia e commissioni di garanzia. Il caso Sicilia infastidisce il partito nazionale

Non si chiude la spaccatura interna ai dem sulle modalità di elezione del segretario regionale. Il Tribunale di Palermo ha citato Taruffi, fedelissimo della segretaria Schlein

02 Aprile 2026, 18:21

18:30

Anthony Barbagallo

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Non siamo al «non voglio sentire parlare di Sicilia» proferito da Giorgia Meloni per i guai giudiziari del centrodestra, ma anche in casa Pd a Roma la situazione del partito nell'isola «fa un po' girare i c...», per dirla con le parole di un dirigente.

La spaccatura aperta dopo l'elezione di Anthony Barbagallo - contro cui un pezzo del partito guidato da alcuni deputati regionali ha presentato ricorso, ritenendo illegittima la procedura congressuale - rimane aperta nelle aule del Tribunale di Palermo. E adesso c'è una nuova data: il 27 ottobre per l'udienza di comparizione, che inizialmente era prevista il 14 maggio. Solo la prima tappa di un percorso giudiziario che potrebbe essere ben più lungo. Un tempo infinito per chi, nelle prossime settimane, dovrà stringere accordi fondamentali: dalle imminenti Amministrative, per cui i giochi sono quasi fatti, alle Regionali. E avrebbe bisogno del pieno sostegno del partito. 

Il fastidio a Roma cresce sia perché, nonostante le numerose visite della segretaria Elly Schlein sull'isola e i ripetuti appelli all'unità, la mediazione politica non ha ancora avuto gli effetti sperati; sia perché adesso a essere chiamato in causa è un big del Pd nazionale: Igor Taruffi, responsabile dell'organizzazione, una delle persone di cui la segretaria si fida di più, tanto da assegnargli in passato la risoluzione dei casi più delicati, soprattutto a Sud, come la felice composizione del puzzle per le Regionali di Puglia e Campania.

Nei documenti depositati in Tribunale, Taruffi è stato chiamato in causa sia dai ricorrenti che da Barbagallo nelle sue memorie difensive. Di conseguenza è stato citato dal giudice del Tribunale di Palermo e dovrà comparire il 27 ottobre a Palermo per pronunciarsi sul ricorso. Era stato lui, inviato da Schlein, a seguire l'anno scorso la turbolenta assemblea regionale del partito che aveva varato il regolamento per la scelta del nuovo segretario e a dichiarare valido il percorso elettivo.

 

Nel frattempo la commissione di garanzia nazionale dovrebbe affrontare a breve il "caso Sicilia" e avrebbe chiesto pareri ad alcuni studi legali privati. D'altronde siamo già ben oltre i tempi dettati dallo statuto. La commissione nazionale è stata investita del problema a ottobre - dopo che la commissione regionale di garanzia, accusata dai ricorrenti di essere di parte perché troppo vicina a Barbagallo, aveva dichiarato inammissibili i ricorsi - ed entro sessanta giorni avrebbe dovuto pronunciarsi, ma sono passati oltre cinque mesi. La speranza di buona parte del partito è che comunque si arrivi a una mediazione politica prima di entrare nelle aule di giustizia.