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3 aprile 2026 - Aggiornato alle 08:32
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amministrative 2026

Agrigento, guerra fratricida nel centrodestra tra rancori personali e sguardo sulle Regionali

Si va verso un doppio candidato nella coalizione. Nervi tesi, trattative infinite e “tragedie” nella città dei Templi

03 Aprile 2026, 08:03

08:10

agrigento municipio comune

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Alla fine, divisi, uniti o un po’ e un po’, il Centrodestra potrebbe decidere sul proprio futuro ad Agrigento tra la Via Crucis e la Risurrezione di Pasqua. La grande partita per l’individuazione del candidato sindaco non è infatti ancora terminata ad oltre un mese da quando le trattative sono partite.

Ieri è stata una giornata di incontri, riunioni, confronti e qualche “tragedia”, ma la verità dei fatti è che al momento non è stato ancora chiuso alcun accordo innanzitutto su un tema cardine di questa vicenda tragicomica: ci sarà unità o si consolideranno due schieramenti distanti e in guerra fratricida?

Le posizioni, come noto, sono quelle di Mpa-Grande Sicilia, Forza Italia e Udc e di Fratelli d’Italia, Lega e Democrazia cristiana. Divisi su tutto o quasi, sia per rancori personali e inimicizie di natura politica che in prospettiva del voto per le Regionali del 2027.

Queste elezioni, più che quelle locali, stanno pesantemente condizionando il dibattito politico soprattutto perché tutti, o quasi, hanno necessità di sfruttare le Amministrative come opportunità per la “pesatura” in termini di consenso, così da presentarsi al prossimo anno con un “curriculum” utile per far decidere ai partiti come e dove posizionare i candidati deputati.

Un continuare a rinviare che sta danneggiando gli aspiranti consiglieri comunali, i quali in molti casi non hanno ancora potuto avviare la campagna elettorale – salvo casi grotteschi – non potendo indicare chi sarà il sindaco supportato dalla propria lista. Un ritardo che sta facendo letteralmente saltare i nervi a molti e che, alla lunga, potrebbe persino andare a minare quello che è stato fin dall’inizio un valore dato per scontato: in molti persino si cimentano nello stabilire prima del voto la portata di ogni singola lista e la compagine del centrodestra è data tra i 12 e i 14mila voti. Quanto sarà il disgiunto, quindi il voto per candidati sindaco diversi da quelli del centrodestra si capirà, ma molti temono concretamente che questo temporeggiamento e le interminabili trattative stanno fiaccando non poco l’immagine della compagine che governa a Roma e Palermo.

In questo contesto, che si giunga alle urne tutti insieme è estremamente improbabile. Alla fine le ultime indiscrezioni danno l’area Mpa-Forza Italia-Udc per orientata su Daniela Catalano, mentre il fronte Lega-Dc-Fratelli d’Italia sembrerebbe pronto a candidare Lillo Firetto. Come avevamo già raccontato, tuttavia, l’ex sindaco non sarebbe una ipotesi a “costo zero”: il già deputato regionale, infatti aveva posto delle condizioni abbastanza chiare, come un maggiore civismo della coalizione e soprattutto l’allargamento della stessa. Per questo si erano tentate delle “ambasciate” con Forza Italia soprattutto, per capire se vi è il margine per una convergenza. Ipotesi che, al momento in cui questo giornale va in stampa, sembra molto lontana dal potersi realizzare.