Governo
Gianmarco Mazzi giura da ministro del Turismo, le sue prime parole: «È un pilastro della nostra economia»
Dopo il giuramento al Quirinale, il neo-ministro traccia la rotta: «Il settore richiede una cura attenta». Un messaggio chiaro al mercato e alle imprese del comparto che vale il 13% del PIL
Con il giuramento dinanzi al Capo dello Stato si chiude ufficialmente la parentesi dell’interim a Palazzo Chigi. Gianmarco Mazzi è da questa mattina il nuovo ministro del Turismo. Alle ore 10:15, nel salone delle Feste del Quirinale, l'ormai ex sottosegretario alla Cultura ha prestato giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, assumendo la guida di un comparto che vale circa il 13% del PIL nazionale.
Alla cerimonia hanno assistito come testimoni il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, e il consigliere militare, generale Gianni Candotti. Al fianco del neo-ministro erano presenti la premier Giorgia Meloni e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
La fine dell’interim e il "caso Santanchè"
La nomina di Mazzi arriva a poco più di una settimana dalle dimissioni di Daniela Santanchè, rassegnate lo scorso 25 marzo. Un passo indietro, quello dell’ex ministra, motivato da ragioni di «rispetto istituzionale» e volto a tutelare l'azione dell'esecutivo. In questi dieci giorni, la delega era rimasta nelle mani della premier Meloni, che ha lavorato rapidamente per individuare un profilo capace di garantire continuità amministrativa senza riaprire complessi tavoli di trattativa tra i partiti della coalizione.
Le prime parole: «Un incarico che onora»
Appena uscito dal Colle, Mazzi ha voluto sottolineare la centralità del suo nuovo incarico: «Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio per la fiducia accordatami».
Il neo-ministro ha anche rivolto un pensiero al suo precedente dicastero: «Un ringraziamento al ministro Alessandro Giuli: lavorare insieme alla Cultura è stato entusiasmante e continueremo a farlo in una logica di sistema».
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Con questa nomina, Giorgia Meloni blinda il governo con un profilo tecnico-politico di provata lealtà, puntando a una navigazione serena per uno dei settori più strategici della nazione.