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3 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:42
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la carriera

Da Sanremo alla guida del Turismo: chi è il nuovo ministro che prende il posto della dimissionaria Santanchè

Manager e organizzatore culturale, ha firmato il Festival, l’Arena di Verona e progetti di solidarietà. La sua esperienza nello spettacolo diventa ora un asset per promuovere l’Italia come destinazione turistica

03 Aprile 2026, 12:06

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Dal palco al ministero: chi è il nuovo uomo del Turismo

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Non basta etichettarlo come “uomo dello spettacolo”: Gianmarco Mazzi è molto di più. Nato a Verona il 1° luglio 1960, si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sul rapporto tra intervento pubblico, spettacolo e mercato. Per oltre quarant’anni ha navigato il confine tra produzione culturale, televisione, musica popolare e grandi eventi, costruendosi un profilo da manager capace di mettere insieme artisti, istituzioni e pubblico.

Prima della sua esperienza politica, il suo nome è legato alla Nazionale Cantanti, a numerosi progetti di solidarietà e a una carriera di organizzatore nell’industria culturale italiana. Ha collaborato con grandi nomi come Caterina Caselli, Gianni Morandi, Adriano Celentano, Lucio Dalla e Riccardo Cocciante, oltre a firmare sei edizioni del Festival di Sanremo e a lavorare in diverse produzioni Rai. Il suo mestiere, spiega la sua storia, è costruire prodotti culturali complessi, coordinare strutture, mettere in relazione artisti, sponsor e territori. Non è esperienza politica pura, ma è un indizio importante per capire perché il suo nome sia finito tra quelli considerati per guidare il Turismo, settore che oggi convoglia promozione, eventi e identità dei luoghi.

Dal 2017 al 2022 Mazzi è stato direttore artistico e amministratore delegato della società che gestisce le attività televisive e live dell’Arena di Verona. Lì ha coordinato eventi ad alta visibilità, tra opera, intrattenimento e produzioni televisive, consolidando la sua immagine di mediatore tra cultura “alta” e comunicazione di massa, un approccio che oggi è centrale anche nella promozione turistica italiana.

Dalla Cultura al Turismo: una continuità funzionale

L’ingresso di Mazzi nelle istituzioni è recente. Deputato eletto con Fratelli d’Italia, è stato sottosegretario al Ministero della Cultura nel governo Meloni, lavorando con Gennaro Sangiuliano e poi con Alessandro Giuli. Ha seguito dossier legati allo spettacolo, alle fondazioni lirico-sinfoniche, ai grandi eventi e al patrimonio UNESCO, concentrandosi sul rapporto tra produzione culturale e valorizzazione del territorio.

In Italia, cultura e turismo non sono più compartimenti separati: i flussi verso città d’arte, borghi, festival, cammini, siti archeologici e grandi manifestazioni dimostrano che l’attrattività del Paese si costruisce sull’incontro tra paesaggio, patrimonio e industria dell’esperienza. Da questo punto di vista, il passaggio di Mazzi dal MiC al Ministero del Turismo non è un salto improvviso, ma una continuità funzionale. La scommessa del governo è affidare il racconto dell’Italia a chi conosce il Paese dal palco, dai festival e dai grandi eventi, oltre la burocrazia dei dicasteri.