La svolta
Pulizzi ritira le dimissioni e resta al timone: comune in bilico tra dissesto e mozione di sfiducia
Revocate le dimissioni per garantire la continuità amministrativa nel Comune in dissesto
In un frangente storico che vede il Comune attraversare le secche di una complessa procedura di dissesto finanziario, il sindaco Vincenzo Pulizzi ha formalizzato il ritiro delle proprie dimissioni, presentate lo scorso 13 marzo. La decisione, maturata entro i termini di legge per l'irrevocabilità, si configura come una scelta strategica volta a garantire la continuità amministrativa in un momento in cui l’assenza di una guida politica rischierebbe di paralizzare l’Ente.
L’atto di revoca giunge in una fase delicatissima, con un commissario straordinario di liquidazione, Marcello Iacopino, già insediato per la gestione del pregresso; il ruolo del sindaco diventa l’unico baluardo per il coordinamento delle attività ordinarie e per la tutela della comunità nel delicato equilibrio tra risanamento e servizi ai cittadini.
«Il mio ritorno non è l’epilogo di una vicenda personale, ma l’incipit di un nuovo impegno verso la tenuta democratica di questo Comune - dichiara il Vincenzo Pulizzi - Le dimissioni, nate da una tensione emotiva e politica che non ho timore di riconoscere, sono state riconsiderate sotto la lente del dovere civico. In una fase di dissesto finanziario, abbandonare il timone non significherebbe solo rinunciare a una carica, ma sottrarsi a una responsabilità verso le istituzioni e i cittadini che non appartiene alla mia etica dell’agire pubblico. Restare - conclude Pulizzi - è oggi l’unica scelta coerente con il mandato ricevuto, una scelta difficile, certo, ma necessaria per evitare che l’incertezza politica aggravi ulteriormente una condizione economica già fragile. Mi appello al Consiglio comunale affinché si anteponga il bene comune alle divisioni di parte».
Il ritorno di Pulizzi, che ha nominato vicesindaco Salvatore Puglisi, avviene, tuttavia, in un clima che resta elettrico. Sullo sfondo della sua decisione campeggia l’ombra di una mozione di sfiducia che aleggia palpabile tra i banchi del Consiglio che sarà la cartina di tornasole definitiva per la classe politica locale. Non sarà indicativa soltanto dei nuovi equilibri di potere ma rappresenterà il confine ultimo tra la politica del pretesto e la politica del coraggio.