L'intervista
Sgombero Palestra Lupo, parla Trantino: «La mia porta è sempre aperta, per le associazioni daremo uno spazio a San Berillo»
Dagli interventi per la riqualificazione della piazza fino a corso dei Martiri, il cedimento al lungomare e il più ampio tema della partecipazione sociale
Sindaco, in Consiglio comunale, parlando di Palestra Lupo lei è intervenuto invitando ad abbassare i toni. Cominciamo a farlo.
«Non solo a proposito di Palestra Lupo, ma in generale. Mi pare che ci sia un rialzo dei decibel del dibattito pubblico, con effetto distrattivo e distruttivo. Se hai argomenti ragionevoli, riesci a persuadere le persone a prescindere da quanto urli forte».
Questa è un’autocritica che rivolge anche alla sua maggioranza?
«Al mio partito, alla maggioranza e non solo. Pure alle opposizioni. Quello che è successo nel I Municipio con la consigliera Panzarella è grave: usare un simbolo di morte come il teschio, senza nemmeno dire di avere sbagliato... Quel teschio non era quello di un cartone animato».
Contestualizziamo, però. La consigliera Florinda Panzarella, da un decennio lavora a San Cristoforo con il circo e la giocoleria. Non stiamo esagerando?
«Con la consigliera Panzarella ho sempre avuto un ottimo rapporto. Però, ripeto, a volte basta assumersi le responsabilità».
La consigliera ha ammesso di avere usato l’adesivo sbagliato, in Consiglio di Municipio, mentre venivano avanzate mozioni di censura e il presidente parlava di occupazione dell’aula.
«Ho sentito l’intervento del presidente Francesco Bassini e aveva ragione: le intemperanze in quell’aula ci sono state. Il rispetto delle istituzioni, e degli spazi delle istituzioni, è necessario. Anche ciò che è accaduto in Consiglio comunale è stato un fatto gravissimo e preoccupante».
Un gruppo di persone che protestava in aula consiliare, durante una seduta pubblica.
«Non si rendevano conto di essere nel palazzo comunale. Agivano con toni e modi inaccettabili in Comune. Certi atteggiamenti di violenza e prevaricazione sono intimidatori in modo quasi mafioso. È una vita che queste persone danno a tutti dei fascisti e poi si comportano allo stesso modo. Non sto dando loro dei mafiosi o dei fascisti, li invito a notare il paradosso dello specchio».
La violenza squadrista e quella mafiosa sono, appunto, violenze. Qui non si parla di violenza
«La mia fortuna è che io fossi assente. Altrimenti temo che le cose sarebbero state diverse».
Però così facciamo un processo alle intenzioni e dovevamo abbassare i toni.
«È un timore. Però voglio aggiungere una cosa: sembra che i discorsi che stiamo facendo su piazza Lupo siano estensibili a tutto l’universo della sinistra catanese. Non è così. Se arrivano i Briganti di Librino perché hanno un problema, io mi faccio in quattro per risolverlo. E non si può dire che siano di destra. E potrei andare avanti così, riferendomi anche a Matteo Iannitti col quale si è fatto un lavoro importante sui beni confiscati. Palestra Lupo non è rappresentativa di tutto quel mondo. E vorrei dire pure un’altra cosa».
Prego.
«Il percorso per la riqualificazione della piazza è avviato dal giorno 0 del mio mandato. Non da un giorno all’altro e non per capriccio».
Per farci un parcheggio. Era indispensabile tenere i posti auto, visto che siete un’amministrazione che fa ciclabili e pedonalizza?
«Dobbiamo pensare anche ai residenti. In centro ci sono grandi condomini e pochi garage. Vorrei che ogni famiglia avesse meno che due macchine, ma così non è. In piazza Lupo io volevo fare un parcheggio multipiano, quando ero assessore».
A proposito di parcheggi: quello di piazza della Repubblica, con la gara bloccata dal Tar e mai ribandita, è tramontato?
«Per fare un parco sopra al parcheggio interrato, com’era previsto, i costi sono elevati. Quindi stiamo valutando una opzione che sia più simile a piazza Famà. L’area, comunque, è della società Risanamento San Berillo, non di Istica».
Perciò con chi state discutendo? Con i commissari di Tecnis e i nuovi proprietari di Istica?
«Esatto. A proposito, i nuovi proprietari stanno cercando un accordo con l’architetto Mario Cucinella. Il masterplan va rivisto nella direzione della riduzione della cubatura».
A vincere la gara per piazza della Repubblica fu la società che dovrà occuparsi di piazza Lupo, il Consorzio stabile progettisti e costruttori riferibile a Giuseppe Capizzi, sindaco di Maletto. Visto come andò con piazza della Repubblica, siete preoccupati?
«Vigileremo come vigiliamo su tutti gli appalti. Ne stiamo bandendo molti e mai nessuno è venuto ad acquisire documenti. Vuol dire che stiamo lavorando bene».
Opere pubbliche a che punto siamo sul lugomare?
«In teoria, potremmo già riaprire piazza Franco Battiato, ma abbiamo firmato la convenzione con l’Ordine degli geologi perché, prima di tutto, vogliamo capire se ci sono rischi di ulteriori cedimenti».
E poi da che punto a che punto sarà pedonale o ztl?
«Da piazza Mancini Battaglia a San Giovanni Li Cuti».
Chiudiamo ancora sugli spazi sociali. Da diverse associazioni, l’Arci in primis, è arrivata la proposta di usare la Cgil di via Crociferi, come hub delle associazioni. È fattibile?
«No. Per via Crociferi abbiamo altri progetti, lo useremo per uffici, ci saranno dentro tutte le Attività produttive. Però c’è un altro immobile, in via Rocchetti, a San Berillo, che ha molte potenzialità e che doveva essere destinato ad attività legate ai Servizi sociali. A quanto pare, per alcune cose quello non è lo spazio adatto. Stiamo valutando di rendere quello uno spazio per le associazioni, sarebbe anche a San Berillo, quindi vicino alla ex Palestra Lupo. Se così sarà, ovviamente si farà un bando».
Lei sta vivendo un primo vero momento di scontro con molti movimenti e associazioni. È una frattura sanabile?
«Una frattura è tale se non c’è spazio per il dialogo. La mia porta, invece, è e resta sempre aperta».