Politica
Rosetta Cirrone Cipolla mercoledi prenderà il posto di Mancuso azzoppato dall'inchiesta per corruzione
In Forza Italia nissena si apre la fase di ricomposizione tra gruppi e ambizioni per la leadership provinciale
Forza Italia nissena entra nel vivo l’era post Mancuso. La consigliera comunale di Niscemi Rosetta Cirrone Cipolla con la valigia in mano per trasferirsi a Sala d’Ercole. Mercoledì 8 aprile alle 14.30, la commissione istituzionale verifica dei poteri si riunirà con all’ordine del giorno l’affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale a Rosetta Cirrone Cipolla a seguito della sospensione di diritto dell’on. Michele Mamcuso azzoppato dall’inchiesta giudiziaria per corruzione proprio mentre il suo nome era tra i papabili come assessori della Giunta Schifani.
In virtù della legge Severino gli subentra la prima dei non eletti. La Cirrone Cipolla alle Regionali 2022 ha totalizzato 4.500 voti, la metà di quelli di Mancuso. Era stato proprio il leader forzista a volerla in lista, strappandola al Pd, con un’adesione in pompa magna nel luglio 2022. Per la quasi neo deputata un compito molto delicato non solo per l’impegno all’ Ars come deputato ma anche nella vita interna del partito nisseno che, rimasto orfano del suo leader, ora è da ricostruire. La guida è stata affidata al commissario regionale Marcello Caruso. Al recente congresso di Mussomeli è apparso evidente il ruolo di spicco dell’ex ministro Salvatore Cardinale. Ma Rosetta Cirrone Cipolla dovrà provare a tenere uniti tutti i gruppi quelli di Falcone (che ha chiesto a Schifani di creare un governo di alto profilo) e di Mulè creando il dialogo tra le varie anime del partito in un momento in cui le ambizioni per la leadership provinciale e la candidatura alle prossime regionali attraversano vari esponenti forzisti nisseni.
E poi c’è da creare il dialogo con il sindaco e presidente del Libero Consorzio Walter Tesauro, la cui assenza al congresso di Mussomeli (il primo evento ufficiale dopo le vicende che hanno travolto il coordinatore provinciale e deputato Mancuso) dove c’erano tutti i big – Schifani in primis – è stato letto da più parti come un segnale politico lanciato a chi di dovere.