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5 aprile 2026 - Aggiornato alle 01:46
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le amministrative

Fratelli d'Italia si smarca: il centrodestra agrigentino rischia l'implosione su Firetto

Il commissario Sbardella riapre all'ex sindaco: «Nessuna preclusione». Fi, Mpa e Udc reclamano un nome nato a destra, mentre la Lega frena sui veti incrociati

04 Aprile 2026, 21:50

22:00

Fratelli d'Italia si smarca: il centrodestra agrigentino rischia l'implosione su Firetto

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Le imminenti elezioni amministrative di Agrigento si stanno trasformando in un terreno minato per il centrodestra, attraversato da profonde fratture strategiche e identitarie sulla scelta del candidato sindaco.

Malgrado l’obiettivo, proclamato da tutti, di presentarsi compatti alle urne, le prese di posizione pubbliche delineano uno scontro frontale, con Fratelli d’Italia impegnata in una partita autonoma, in contrasto con gli alleati storici.

Il nodo che alimenta la crisi ha un nome preciso: Lillo Firetto.

Da un lato si è compattato il blocco formato da Forza Italia, Mpa–Grande Sicilia e Udc. I rispettivi coordinatori regionali, Marcello Caruso, Fabio Mancuso e Decio Terrena, hanno diffuso una nota congiunta chiedendo l’individuazione di un candidato che sia “autentica espressione del centrodestra e dei suoi valori”.

Per questa area, la figura da proporre agli elettori non può essere frutto di compromessi, ma deve “nascere dal centrodestra”.

Nella stessa nota, i tre partiti hanno anche richiamato quella che ritenevano la posizione ufficiale di Fratelli d’Italia: un veto su Firetto, considerato “politicamente riconducibile all’area del centrosinistra” e quindi estraneo alla visione della coalizione.

La doccia fredda per il resto del tavolo è arrivata poco dopo. Il commissario di Fratelli d’Italia in Sicilia, Luca Sbardella, ha smentito gli alleati e rimesso tutto in discussione: “Non c’è alcuna preclusione su Lillo Firetto, valutiamo la sua candidatura a sindaco di Agrigento come per tutte le altre ipotesi”, ha dichiarato all’ANSA.

In questo quadro si inserisce la Lega. Il segretario regionale, Nino Germanà, pur salutando la ricerca di una figura condivisa, pone i suoi paletti: invoca “discontinuità con l’amministrazione uscente” e sollecita la coalizione a “mettere da parte veti e personalismi”.

Il risultato, al momento, è un centrodestra diviso: mentre Forza Italia, Udc e Mpa difendono la purezza identitaria, Fratelli d’Italia rifiuta la logica dei veti e mantiene aperta l’opzione civica o trasversale. Trovare la sintesi su Agrigento, oggi, appare un’impresa tutta in salita.