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Amministrative 2026

Trasformazione urbana, è scontro: Basile rivendica la svolta, Scurria parla di cantieri infiniti

Botta e risposta tra il candidato di ScN e quello del centrodestra. Una "città nettamente cambiata" per il primo, "una città dai lavori eterni" per il secondo

08 Aprile 2026, 06:38

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Trasformazione urbana, è scontro: Basile rivendica la svolta, Scurria parla di cantieri infiniti

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Dalla visione al cantiere. Il candidato sindaco di Sud Chiama Nord, Federico Basile, racconta otto anni di programmazione, opere e trasformazione urbana. Ma il racconto non convince il candidato di centrodestra, Marcello Scurria. È polemica. Un’altra.

Da parte sua Basile, accompagnato dall’ex vicesindaco nonché assessore ai lavori pubblici, Salvatore Mondello (già pronto, come annunciato dal leader del partito Cateno De Luca in conferenza stampa, ad approdare a ben altri lidi, in vista delle prossime elezioni regionali) parla di una città che ha programmato e realizzato grandi opere, trasformando la strategia in azione, intercettando e investendo fondi per oltre 395 milioni.

«Prima del 2018 – spiega Basile - il piano triennale delle opere pubbliche era considerato come un contenitore di interventi non realmente attuabili. Oggi abbiamo totalmente invertito il metodo costruendo strumenti di programmazione come Pgtu, Pums e Pudm, capaci di mettere a sistema mobilità, urbanistica e sviluppo territoriale».

«In meno di otto anni – ha spiegato Mondello - la città si è dotata di strumenti e progetti concreti, costruendo una strategia per macroaree a partire da un Piano strategico dell’area metropolitana dello Stretto».

Tra i principali interventi illustrati la riqualificazione di Piazza Lo Sardo e di Piazza Cairoli, il progetto per Largo Seggiola, il recupero del Forte Gonzaga, il piano strade, la rigenerazione dell’ex Macello, con un investimento da 19 milioni di euro, inserita nello sviluppo del waterfront ed il completamento di via Don Blasco, il progetto delle Torri Morandi e la realizzazione di 15 parcheggi di interscambio.

Ma anche e soprattutto l’adozione del Peba con i numerosi interventi per abbattere le barriere architettoniche e mettere in sicurezza attraversamenti come quelli della statale 114 o sul lago di Ganzirri, oltre alla programmazione di nuovi spazi pubblici finanziati attraverso fondi Pon e Poc.

Caustico il candidato Marcello Scurria: «Messina è la città dei cantieri infiniti: silos granai, linea del tram, Torre Faro, porto di Tremestieri. È evidente che chi ha amministrato negli ultimi otto anni non conosce la città. Si evidenziano ancora percorsi per tentativi. Prima l’I-Hub: oltre 70 milioni per innovazione e futuro. Oggi? Rimodulazioni, spostamenti per recuperare finanziamenti persi. E sul fronte delle opere ricordiamo anche la prevista riqualificazione della linea tramviaria, ferma da più di un anno senza risultati, lo sconfortante andamento dei cantieri per la riqualificazione di Torre Faro, il Porto di Tremestieri che è ancora un’incompiuta. E l’elenco potrebbe continuare».