La sicurezza
Gela, l'isola felice tra furti, pistolettate e scontri politici
Sulla sicurezza e l'ordine pubblico scintille in consiglio comunale tra il sindaco e Fratelli d'Italia
Otto furti con spaccata in poco più di un mese, la droga che scorre a fiumi, le crack house in centro storico e i conflitti tra giovani affrontati a suon di pistolettate e coltellate. Ma Gela è un’isola felice rispetto ad altre realtà: parola di sindaco. Il primo cittadino Terenziano Di Stefano sul tema della sicurezza e dell’ordine pubblico non ha perso l’occasione dello scontro con Fratelli d’Italia in aula consiliare rispondendo alle interrogazioni sulla sicurezza presentate dalla consigliera meloniana Sara Cavallo.
Il sindaco ha avuto una reazione stizzita all’elencazione di richieste per affrontare il tema della sicurezza in città. “Non sono temi di competenza del sindaco” – ha replicato – “si rivolga ai suoi deputati. In ogni caso Gela è un’isola felice rispetto ad altre città perché la videosorveglianza c’è, le forze dell’ordine ci sono ed hanno individuato molti dei responsabili di questi episodi, partecipiamo a tanti tavoli in Prefettura sulle tante problematiche del territorio”.
Poi l’affondo: “si rivolga al suo governo perché aumenti la dotazione delle forze dell’ordine - ha aggiunto - tra poco alle forze dell’ordine mancherà il carburante per controllare il territorio”. Una risposta che non convince la consigliera Cavallo, secondo cui il sindaco non può sottrarsi al ruolo di garante della sicurezza urbana. “È responsabile della sicurezza e dell’ordine pubblico” – ribatte – “e dovrebbe dare riscontri su ciò che non viene fatto. Io, stando a contatto con cittadini e commercianti, colgo disperazione e insicurezza. Il sindaco vive in un’isola felice, ma la città no”.