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Opinioni a confronto, perché Sì alla grande opera

L'ingegnere Tadashi: «L’opera di Akashi? Non è un problema se in zona sismica»

L'esperienza giapponese tra innovazione ingegneristica, prove in galleria del vento e resilienza sismica

08 Aprile 2026, 14:30

14:40

L'ingegnere Tadashi: «L’opera di Akashi? Non è un problema se in zona sismica»

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Il  Ponte dello Stretto di Akashi, chiamato anche Ponte delle Perle, è il secondo ponte sospeso più lungo al mondo. È alto  282,8  metri e lungo 3.911 metri. La sua campata principale è lunga 1.991 metri. Inaugurato il 5 aprile 1998, unisce la città di Kobe sull’isola di Honshu  all’isola Awaji, passando al di sopra dello Stretto di Akashi. La Sicilia ha intervistato Tadashi Uehara, 65 anni, direttore e membro del Consiglio della Miyaji Engineering Group che lo ha progettato e realizzato.

È stata un’opera attesa?

«Sì. Abbiamo iniziato a costruirla nel 1988 dopo venti anni di  progettazione ed è stato inaugurato nel 1998».

C’è stato un momento in cui avete temuto che questa opera potesse essere compromessa?

«Sì. Il 17 gennaio 1995 c’è stato un terremoto a Kobe, la città capoluogo della Prefettura di Hyogo, una tra le dieci città più popolose del Giappone, con una magnitudo di 6.8 della scala Richter, simile a quello di Reggio Calabria e Messina del 1908 che fu di 7.0, quando già erano state issate le due torri, alte 300 metri, e l’epicentro del sisma era localizzato nella  faglia dello stretto di Akashi».

Quali furono le conseguenze sulla struttura?

«Le due torri non subirono danneggiamenti estremi, sebbene il  terremoto abbia causato oltre 6mila vittime nel Paese. Quella che risultò interessata dal sisma fu la torre Sud, che si spostò di 120  centimetri».

I lavori, a seguito del sisma, furono sospesi?

«No. I lavori ripresero dopo un mese».

Ma era pur sempre un terremoto.

«Conviviamo da secoli con i terremoti e le eruzioni. Il Giappone ha un altissimo livello di attività sismica. In media ogni anno si verificano circa 58mila terremoti. Se ci fossimo fermati ogni volta che c’è stato un terremoto, un maremoto, una eruzione, il Giappone sarebbe rimasto indietro. Invece è avanti».

Come avvenne la sua realizzazione?

«Nel 1989 furono poggiati sul fondale marino, ad una profondità uno di  57  metri e l’altro di 60 metri, due cassoni cilindrici del diametro rispettivamente di 78 e 80 metri, muniti di una doppia parete, che dovevano costituire la  fondazione delle due torri. I cilindri furono calati su un letto di posa del  fondale marino in cui era stato dapprima scavato un anello e completato con del  vespaio atto a far sì che durante la fase di appoggio dei due manufatti non vi fossero gravi slittamenti dovuti alla viscosità del fondale stesso. La messa in opera fu eseguita alla perfezione con un margine di errore di soli 2  centimetri. In seguito, i cassoni cavi furono riempiti con uno speciale  cemento resistente all’acqua e alla sommità di essi fu realizzata la piastra di ancoraggio su cui poi furono posizionate le torri, realizzate in cantiere. I due cavi sospesi che sorreggono le campate sono composti da 290 trefoli ciascuno (l’insieme dei  fili intrecciati, a mezzo trefolatura, atti a costituire funi e cavi metallici, ndr) e la teleferica che li ha installati ha dovuto fare 290 viaggi per ogni cavo, dopo che il primo trefolo era stato tirato in opera grazie a un cavo in  kevlar posato da un elicottero da una sponda all’altra. Poiché il problema principale di questi tiranti d’acciaio è la  corrosione, ognuno dei due cavi è sottoposto a un getto d’aria 24 ore su 24 per evitare la condensa dell’umidità. Data l’enorme dimensione del ponte, risulta che l’80% della sua capacità portante è impegnata a reggere il peso dell’opera e solo il restante 20% è destinato a sostenere il traffico stradale».

Cosa fece il governo durante la sua costruzione: adottò accorgimenti, misure preventive?

«Il governo ha fatto costruire due siti in grado di contenere i modelli delle due torri in scala 1:100 in modo da sottoporli ad apposite prove nella  galleria del vento che ne dimostrassero la capacità di sopportare venti con velocità fino a  150 chilometri orari. I due cavi sospesi che sorreggono le campate sono composti da 290 trefoli ciascuno e la teleferica che li ha installati».

Quanto è costato?

«Il costo di costruzione totale stimato è di 500 miliardi di yen (2,705 miliardi di euro al cambio di oggi) ed è previsto che sia ripagato dal pedaggio che si aggira sui 2.300 yen, cioè 13,35 euro. Il ponte è attraversato da 23mila vetture al giorno».