Governo
Tajani: «Un sollievo il cessate il fuoco di due settimane ma in Libano la tregua resta incerta»
Il ministro degli Esteri impegnato nel question time alla Camera ha parlato anche della tutela dei militari italiani e della richiesta di accesso umanitario a Gaza
«La scorsa notte abbiamo accolto con sollievo le notizie del cessate il fuoco di due settimane. Speriamo che in questi giorni possa essere raggiunto un accordo». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera. «Gli sviluppi di questa notte sono positivi anche per la nostra economia. Abbiamo visto il calo del petrolio, il calo dello spread, la borsa che cresce. Il momento resta comunque difficile, le sfide si vincono se tutto l'equipaggio rema nella stessa direzione e la nave Italia va nella giusta direzione», ha aggiunto.
«Purtroppo la tregua in Libano non esiste. Siamo profondamente preoccupati per le ripercussioni di tutta la crisi in tutto il contesto regionale. In Libano, che è il fronte sempre più critico, resta da vedere se, come auspichiamo fortemente, si possa ricominciare a dialogare. Ma mi pare che i segnali che stanno arrivando in queste ore vadano in una direzione negativa. Abbiamo richiesto più volte a Israele di astenersi da reazioni sproporzionate alle inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il paese in un nuovo devastante conflitto», ha detto ancora Tajani. «Il sostegno al governo e alle forze armate libanesi è cruciale per rafforzare la sovranità del Libano e giungere a una soluzione politica negoziata con Israele e il disarmo di Hezbollah rappresenta un passaggio imprescindibile», ha sottolineato. «Hezbollah deve cessare immediatamente tutte le azioni ostili. Israele è obbligata a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario. Dobbiamo evitare che il prezzo più alto venga pagato dalla popolazione civile. L'Italia è infatti in prima linea anche sul fronte dell'assistenza umanitaria». «Lo voglio ribadire, quella della diplomazia è l'unica via percorribile. Continueremo a lavorare con determinazione per rafforzare il dialogo e porre le basi per una de-escalation duratura in tutta la regione», ha affermato.
«Appena uscito da quest'aula chiederò al ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all'ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano in Libano. «Per ribadire, i soldati italiani in Libano non si toccano».
«Al governo israeliano continuiamo a chiedere con forza di garantire l'accesso umanitario alla Striscia di Gaza; di condannare e reprimere i comportamenti dei coloni violenti, anche contro le comunità cristiane; di astenersi da qualsiasi ipotesi di annessione della Cisgiordania».