English Version Translated by Ai
8 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:04
×

REGIONE

L'Ars si svuota, la Sicilia aspetta: maggioranza fantasma, governo nel caos, ddl sulla sanità rinviato

Migliaia di donne con endometriosi aspettano il centro a Enna, ma il disegno di legge slitta ancora. A protestare sono anche i presenti del centrodestra: «Schifani pretenda la presenza»

08 Aprile 2026, 18:32

19:40

luisa lantieri

Seguici su

Alla fine, a Sala d'Ercole, è rimasta l'opposizione. Il governo e la maggioranza di centrodestra, ancora una volta, non c'erano, tranne rare eccezioni. L'assenza che ha fatto più rumore è quella dell'assessora regionale alla Salute Daniela Faraoni proprio perché in aula si sarebbe dovuto affrontare un disegno di legge di iniziativa parlamentare su alcuni temi riguardanti la sanità regionale: dal terzo centro regionale per l'endometriosi ai parcheggi gratuiti negli ospedali per i malati oncologici. Invece è stata l'ennesima seduta a vuoto dell'Assemblea regionale siciliana, in cui si sono sentiti solo interventi indignati (dall'opposizione compatta, ma anche dai pochi della maggioranza presenti), un rinvio e una domanda che rimbalza nei corridoi di Palazzo dei Normanni senza trovare risposta: fino a quando?

All'ordine del giorno c'era il disegno di legge su sanità e politiche socioassistenziali — un testo atteso, che contiene tra l'altro la norma che istituisce all'ospedale di Enna il terzo centro regionale per l'endometriosi (dopo quelli di Palermo e Catania) presentata dalla deputata di Forza Italia Luisa Lantieri e ferma da oltre cinque mesi. In chiusura della seduta, proprio Lantieri ha alzato i decibel del suo intervento: «Oggi - ha tuonato - in quest'aula è successo qualcosa di strano. La minoranza ha sostenuto questa legge che viene dalla maggioranza, mentre la gran parte della maggioranza non si è nemmeno presentata. È una vergogna! Ci sono migliaia di ragazzine sofferenti. Noi dobbiamo fare leggi per aiutare la gente». Quindi l'invito pressante al presidente della Regione tra gli applausi dell'opposizione: «Schifani venga in aula e pretenda la presenza alla sua maggioranza». Dai banchi del centrosinistra parte anche un «Brava Luisa!». 

Per il governo ha presenziato l'assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, al quale Schifani — come comunicato dal presidente di turno Nuccio Di Paola — ha assegnato in corsa la delega ai rapporti con il Parlamento regionale, togliendola all'assessore Luca Sammartino. «Porto le scuse della collega Faraoni - ha detto Aricò - che è al ministero della Salute proprio per parlare della rete ospedaliera». Proprio di rete ospedaliera oggi si sarebbe dovuto parlare anche in commissione Salute, ma anche questa è saltata, sempre per l'assenza di Faraoni. Il documento che riorganizza la mappa dei reparti siciliani è tornato d'attualità dopo che nei giorni scorsi dal ministero è arrivata una bocciatura sulla bozza presentata dalla Regione. 

Aricò ha comunque provato in aula a non bloccare del tutto la discussione sul ddl stralcio. «Il governo è disponibile a sostenere questo ddl sulla sanità - ha detto l'assessore - che ricordo essere di iniziativa parlamentare. Oggi potremmo intanto approvare l'articolo 1 e poi rinviare gli altri». Proposta che viene respinta dall'aula. «Non possiamo discutere una legge se manca in aula l'assessore di riferimento - spiega Di Paola - creeremmo un precedente». La discussione è stata rinviata a martedì prossimo.

Il Movimento 5 Stelle non ha usato mezzi termini. «Quanto tempo pensano di poter galleggiare?», ha attaccato il deputato Luigi Sunseri. «Per quanti altri mesi pensano di guadagnarsi lo stipendio senza portare un disegno di legge in Aula? Sono mesi che non approviamo nulla». La vice capogruppo Roberta Schillaci ha allargato il fuoco: «L'assenza del presidente della Regione e del governo è il chiaro segnale che la maggioranza è dilaniata. Il Parlamento è diventato luogo di disfida per i partiti del centrodestra». E ha ricordato un altro fronte aperto: l'ARS non riceve alcuna informazione dall'esecutivo sull'utilizzo della base militare di Sigonella nelle operazioni in corso in Medio Oriente. «È gravissimo», ha detto Schillaci, annunciando una manifestazione per la pace proprio a Sigonella insieme alla società civile.

A stringere il cerchio, una circostanza che i Cinque Stelle definiscono «contra legem»: Schifani non ha ancora nominato i due assessori rimasti vacanti dopo il defenestramento della Democrazia Cristiana dalla giunta, lasciando il governo formalmente incompleto. Nel frattempo l'opposizione continua a garantire il numero legale — «responsabilmente», tiene a precisare Schillaci — mentre la maggioranza si presenta a ranghi ridotti, o non si presenta affatto.

Tra i più duri anche Gianfranco Miccichè, oggi al gruppo Misto: «Sono imbarazzato e seriamente preoccupato - ha detto nel suo intervento - perché ho l'impressione che si sia deciso di mollare, la politica è finita. Serve un'analisi collettiva».