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Rimpasto, Iran, Trump, caro energia, mafia e giustizia: cosa ha detto Giorgia Meloni oggi alla Camera

«Sono abituata a mettere la faccia sulle responsabilità». Con queste premesse la premier ha toccato tutti i nodi più caldi dell'attualità politica

09 Aprile 2026, 10:22

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meloni

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"Ho tanti difetti meno uno: non scappo da missioni sconsigliabili, non scappo davanti ai problemi, alle responsabilità, sono abituata a mettere la faccia su quelle responsabilità". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla di tutti i temi più spinosi nell'informativa alla Camera.

DIMISSIONI O RIMPASTO

"Niente dimissioni, né rimpasto, non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo e governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare. Sappiano che il governo c'è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all'ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza".

"Quanto alle dimissioni, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico invocare le elezioni per giocare sull'effetto sorpresa, sulla divisione delle opposizioni, nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno, esattamente lo scenario che l'opposizione teme di più. Tanto che definisce questo governo un pericolo per l'umanità, ma non ne invoca le dimissioni. Una posizione bizzarra di chi ostenta una sicurezza che non ha". 

"La maggioranza è solida e coesa" e sono "orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini. Di recente ho chiesto un passo indietro ad alcuni esponenti del governo che pure avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici, né indolori", ma "abbiamo anteposto di nuovo l'interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito" che deve restare centrato sulle "soluzioni necessarie per i cittadini. sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica".

IRAN E HORMUZ

Serve il "pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell'accordo perché se l'Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili". "Lo scenario" internazionale "non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l'aumento del corto mondiale del petrolio".

"La collocazione internazionale dell'Italia non l'ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l'ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo 'la Meloni scelga tra Trump e l'Europa'".

Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l'unità dell'Occidente, "mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo. Siamo 'testardamente occidentali - ha aggiunto -, perché solo se l'Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli".

"Approfitto per chiedere a mia volta qualche chiarimento. Perché la posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l'Europa si intenda davvero l'Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l'Europa". 

UNA DIFESA MENO DIPENDENTE DAGLI USA

 "La storia bussa, e l'Europa è chiamata a non fallire questo banco di prova. E, per farlo, deve saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici. È in questa ottica che va visto il nostro impegno incessante a Bruxelles per il sostegno alla competitività, per la semplificazione burocratica, per una transizione verde che sia realistica e non ideologica, per una autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze - ha aggiunto -. E per una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani, come invece, evidentemente, propongono coloro che si scagliano contro maggiori investimenti sulla sicurezza. Per rendere l'Europa più forte, più efficace, più rapida, più pragmatica, più concentrata sui problemi dei cittadini e sulle sfide reali che il mondo intorno a noi pone".

CONTRO TRUMP, IL CASO SIGONELLA

 "Agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d'accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull'Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l'Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella nella quale l'Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa. Una circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato". 

LA DEROGA AL PATTO DI STABILITA', COME PER IL COVID

"Se ci sarà una nuova recrudescenza" del conflitto in Iran "dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato". 

IL CARO CARBURANTI

"L'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche. Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando. Lo abbiamo fatto, inizialmente, per 20 giorni, in attesa degli sviluppi della crisi, e con il Consiglio dei ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al 1° maggio. Una scelta che rivendico, anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti".

MAFIA

"Intendiamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all'ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un'opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni". Il riferimento è all'articolo del Fatto Quotidiano che ha pubblicato un selfie di Meloni con il pentito di mafia Gioacchino Amico nel 2019, quando quest'ultimo, siciliano e referente del clan Senese a Milano, era ancora attivo, anche in politica. 

 "Vi sfido anche su questo, non solo solita ingerire nel lavoro della commissioni" ma "mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema".

"Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti, abbiamo messo in sicurezza l'ergastolo ostativo, salvato il carcere duro per i mafiosi da chi stava per smantellarlo, sono stati catturati oltre 130 latitanti, migliaia di arresti... Non abbiamo nulla da imparare da chi i boss li scarcerava a colpi di decreto con la scusa del Covid. Combatto la mafia fin da ragazzina e continuerò a farlo fino all'ultimo respiro".

IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

 "Non voglio esimermi da una breve riflessione sull'Italia consegnata dal voto del referendum sulla giustizia, un'Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro. Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni e aspettative". 

"L'auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici. La riforma della giustizia rimane una necessità e non sono io a dirlo ma diversi esponenti della magistratura e della politica compresi quelli che dopo avere preconizzato catastrofi il giorno dopo" il referendum "hanno candidamente dichiarato che la giustizia va riformata". 

PIANO CASA

"In vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni".