Fondi a rischio
Scade il termine: fondi Pinqua a rischio, Bisconte e altri cantieri in corsa contro il tempo
Sadenza a giugno, governo pronto a dirottare fondi per evitare la perdita e salvare i cantieri di Messina, da Bisconte a Fondo Fucile
C’è una speranza per evitare di perdere parte dei fondi Pinqua e, soprattutto, che il cantiere di Bisconte per la realizzazione di nuovi alloggi popolari diventi una incompiuta cittadina. È una corsa contro il tempo: a giugno, infatti, scadrà il termine ultimo per la rendicontazione degli interventi previsti dal Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, che ha visto il Comune classificarsi primo in Italia ed è finanziato interamente con risorse Pnrr.
La novità potrebbe arrivare da Roma. Il Governo ha avviato un’opera di revisione dei progetti, con il possibile dirottamento di parte degli interventi sul Fondo per lo sviluppo e la coesione. Un’altra possibilità è rappresentata dall’utilizzo del Fondo nazionale per la rigenerazione urbana. Una decisione che mira a evitare la perdita dei finanziamenti da parte dei Comuni, spostando gli interventi che non rispetteranno la scadenza perentoria del Pnrr - già prorogata da marzo a giugno - su altre fonti di finanziamento meno vincolate temporalmente.
In attesa delle decisioni, il cantiere di Bisconte prosegue, nonostante ritardi e difficoltà legati alle lunghe operazioni di bonifica del sito e al contenzioso che Palazzo Zanca ha affrontato con l’Iacp sulla titolarità del terreno. Sono già state realizzate le fondazioni e il muro di contenimento. Dopo le polemiche, inoltre, l’intervento ha subito una rimodulazione, con una riduzione delle palazzine inizialmente previste - definite “casermoni” - per lasciare spazio a servizi. Nell’area, per decenni occupata dalla baraccopoli, sorgeranno 40 nuovi appartamenti da destinare al risanamento e, più in generale, alle politiche abitative. A disposizione vi è un finanziamento di quasi 20 milioni di euro. A curare l’appalto è l’impresa Cosedil, che punta a chiudere il cantiere entro la fine dell’anno.
L’attenzione, però, non è rivolta solo al cantiere di Bisconte. A Messina sono diversi gli interventi in corso o in fase di avvio programmati con i Pinqua, tutti accomunati dallo stesso problema: i tempi ristretti per la conclusione, la rendicontazione e il collaudo. Altri alloggi sono previsti nell’area dell’ex caserma Sabato: 56 unità per un costo complessivo di 9 milioni e 316mila euro. Sono 94 le abitazioni che sorgeranno nell’ex caserma Nervesa, con un progetto da 12 milioni di euro che prevede la demolizione e la ricostruzione di tre palazzine. Non sono ancora partiti, invece, gli interventi all’Annunziata, altra zona di Messina coinvolta nel programma nazionale. L’iter ha accumulato ritardi: l’area ex baraccata dovrebbe essere interessata da un intervento di riqualificazione che prevede la costruzione di 27 nuovi appartamenti, per un costo di 6 milioni e 270mila euro. Anche questo intervento potrebbe essere salvato in extremis dalla decisione del Governo di dirottare le risorse sul Fondo di sviluppo e coesione.
L’unico cantiere che procede senza particolari criticità è quello di Fondo Fucile, appalto assegnato sempre alla Cosedil. Nel quartiere di Messina Sud sorgeranno tre nuovi edifici con 50 alloggi, dotati di aree verdi e servizi. Con i fondi Pinqua, inoltre, Palazzo Zanca ha programmato interventi finalizzati all’acquisizione di strutture da riconvertire e all’acquisto di immobili. In tal senso sono state concluse le procedure per le strutture ex Ferrotel ed ex Gife.
Tra i prossimi obiettivi da raggiungere vi è un’altra acquisizione: l’ex caserma dei carabinieri di via Gesù e Maria, nel quartiere San Leone. In Prefettura, lo scorso febbraio, si è tenuto un tavolo tecnico proprio per chiarire le prossime scadenze e l’utilizzo dei fondi. In questi mesi, ArisMè e Patrimonio, le due partecipate di Palazzo Zanca, hanno inoltre proceduto all’acquisto di abitazioni grazie alle risorse destinate all’emergenza abitativa.